Il ritorno in scena del gruppo di San Francisco. Un lavoro che ancora una volta si inerpica su alture psichedeliche, aprendo anche a più ostentati giri melodici. Ci sono i ricordi della “summer of love” ma anche le turbolente onde della neo-psichedelia inglese (Spacemen 3, Loop).
La band è composta da Erik ”Ripley” Johnson chitarra e voce, Omar Ahsanuddin al basso, Dusty Jermier batterista e Nash Whalen tastierista.
Il pezzo d’apertura “Eclipse” ha un suono usuale che batte i percorsi kraut-motorik, ma poi l’album comincia a farsi inusuale per le loro solite caratteristiche.
Ci sono canzoni di reminescenza westcostiana molto morbide con chitarre liquide ed effetto eco (“In the fall”), canzoni che rimandano al pop degli anni sessanta che risultano un po’ insipide (“Red line”), tracce che sembrano provenire da certo cantautorato seventies (“Already gone”), la classica canzone d’atmosfera che catturerà un pubblico piuttosto generico (“Staring at the sun”) e un pezzo che mette insieme Pink Floyd e Neil Young (“Ride on”).
In definitiva tanta carne al fuoco non perfettamente calibrata, sembra fatta per andare incontro ad un pubblico più ampio, ma il risultato finale porta ad una sufficienza stiracchiata.
Prima volta che non mi hanno convinto!!!


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