ORBITAL – ‘30 Something’ cover albumUn 30° anniversario è speciale per qualsiasi band che arriva così lontano. Per un atto elettronico forgiato nel calore bianco e spontaneo del rave, è quasi un miracolo. Eppure “30 Something”, che presumibilmente segna i tre decenni in trincea dei veterani del rave del Regno Unito, Orbital, offre un argomento completo sul motivo per cui Paul e Phil Hartnoll hanno resistito dove non l’hanno fatto N-Joi e SL2. Con una miscela di successi ri-registrati, nuove canzoni e remix, la raccolta ripercorre le origini del duo fraterno mentre celebra la propria influenza tardiva.

Questa potrebbe essere la differenza fondamentale tra “30 Something” e “Orbital 20”, la raccolta di singoli che ha segnato il 20° anniversario del gruppo. I due nuovi remix di quel disco, da Tom Middleton di Global Communication e dal fidget houser Hervé, si sono sentiti incollati, collegati solo tangenzialmente al mondo Orbital. Tredici anni dopo, il suono del duo, influenzato dai rave e da un salto di genere, raramente è sembrato più rilevante, avendo trovato il proprio riflesso in produttori come Lone, Logic1000, Jon Hopkins e Shanti Celeste, tutti presenti qui.

I 15 remix della compilation includono alcuni punti salienti incandescenti. La versione di Hopkins di “Halcyon & On” aggiunge un simpatico shuffle che avvolge la malinconia dell’alba della traccia in una calda e soffice coperta, mentre John Tejada taglia abilmente i sintetizzatori tanto amati di “Impact”. Al di là del caldo bagliore autoreferenziale di un’intelligente curatela, però, la maggior parte dei remix sembrano pallide imitazioni. Il catalogo del duo può essere incoerente, ma al meglio – fondamentalmente i primi due album – la band ha camminato su una linea affascinante tra l’espansione ipnotica della techno, i riff discordanti dei rave e la raffinata bellezza melodica dell’ambient house, con un po’ di noodles rock dal vivo per buona misura. È un percorso difficile da seguire e molti dei remix finiscono per cadere a terra sul loro retro bidimensionale.

Questi remix possono dominare la raccolta di 24 pezzi, ma il lavoro originale del gruppo vince nello spirito. I due fratelli hanno contribuito con due nuove canzoni, oltre a un nuovo mix di “Where Is It Going?”, la loro collaborazione con Stephen Hawking per la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Londra 2012. Infettato dal morso agrodolce della nostalgia, “Smiley” e “Where Is It Going?” si manifestano particolarmente toccanti, sia musicalmente che tematicamente. Il primo mette clip di raver che parlano di un’irruzione della polizia nell’agosto 1988, incluso un Paul Hartnoll di 20 anni che descrive come sarebbe stato picchiato da ufficiali in uniforme, su un tintinnante breakbeat, riff di synth serpentino e accordi lunatici. E la celebrazione del Large Hadron Collider di quest’ultima canzone è particolarmente commovente in un mondo in cui i rigori della scienza sono stati battuti dai politici populisti. Unici e irripetibili!!!