Per il longevo e irrequieto gruppo di John Dwyer (cantante, chitarrista, polistrumentista, nonché compositore inarrestabile di brani originario di Rhode Island), arriva il ventunesimo album ‘Smote Reverser’, pubblicato dalla Castle Face, label fondata nel 2006 dallo stesso John Dwyer con Matt Jones e Brian Lee Hughes.
Gli Oh Sees nascono nel 1997 come Thee Oh Sees, e sono una band garage rock. In vent’anni cambiano nome e formazione innumerevoli volte, e la loro storia sembra il resoconto di un’infinita jam session capeggiata dal bulimico Dwyer affiancato da altri musicisti che si alternano nei vent’anni. Se ci limitiamo all’ultimo periodo circoscriviamo a Tim Hellman al basso, Dan Rincon e Paul Quattrone alla batteria, si, due batterie, e in quest’occasione vediamo il ritorno di Brigid Dawson alle tastiere e voce e Tom Dolas sempre alle tastiere.
L’impronta è senza dubbio Anni Settanta, dire prog è dire troppo, ci son anche tinte psichedeliche, e a tratti, come nella poderosa ‘Anthemic Aggressor’, più di dodici minuti, si ha l’impressone di ascoltare una vera e propria jam session. Si tratta di un brano strumentale dalla ritmica serrata su cui chitarra e synth ricamano le loro trame.
‘Overthrown’ invece sembra una sovrapposizione tra punk-hardcore e seventies, dove velocità e suono grezzo lasciano spazio ad aperture che rendono leciti gli assoli della chitarra di Dwyer.
Album composito che ha nella graniticità del suono il suo collante, ma la sezione ritmica è capace di rendere il tutto estremamente agile ed incalzante.


Category
Tags

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *