Spero che Marianne Faithfull la conosciate tutti e non perché negli anni sessanta sia stata compagna di Mick Jagger. La Faithfull è più di trent’anni che dispensa grande musica, quando le cose vanno male gli album sono comunque di livello artistico più che accettabile.
Nel mondo del pop-rock odierno è difficile immaginare che si parli dell’età che avanza, i protagonisti in musica sono più propensi a dispensare nostalgia del passato e il rimpianto di ciò che non si è colto.
Marianne ci presenta un disco che invece non ha alcuna remora a dimostrare quanti anni sono passati dalla sua prima interpretazione di “As tears go by” composta dal team Jagger-Richards. Nonostante abbia una cinquantina d’anni sulle spalle il brano riesce ancora a suscitare emozioni profonde, non solamente perché ci fa affiorare i ricordi del bel tempo che fu.
Questa nuova versione ci colpisce nel profondo, piano e violino sono la base su cui si staglia la voce che oggi è, nonostante le incertezze e la profondità, ancora più bella e coinvolgente.
Il nuovo lavoro è stato registrato nello studio La Frette, situato nei sobborghi di Parigi, e vede la presenza di vecchi amici che erano con lei fin dagli anni sessanta quali Anita Pallenberg, Martin Stone e il grafico Martin Sharp e che oggi non sono più fra noi. La produzione è affidata alle mani esperte di Rob Ellis (P.J. Harvey) e Warren Ellis (ora membro dei Bad Seeds e leader dei Dirty Three).
Il singolo apripista si intitola “The gipsy faerie Queen” ed è cantata in duetto con Nick Cave e richiama i migliori momenti del musicista australiano che si esibisce anche al piano. Marianne ne da una interpretazione da pelle d’oca grazie anche al tappeto strumentale costruito attorno alla voce.
Il disco inizia con il brano “Misunderstanding “con il violino di Ellis che la scolpisce per l’eternità e la voce, asciutta e ricca di sentimento, della protagonista che rendono il brano indimenticabile.
Il blues urticante di “They come at night” è non solo la più toccante canzone mai scritta sulla strage al Bataclan, ma anche un altro prezioso tandem compositivo (Mark Lanegan).
Siamo di fronte ad un disco che durerà nel tempo e che pongo tra i migliori di quest’annata che sta volgendo al termine!!!


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