Classe 1987 Jessica Pratt debutta con un album omonimo nel 2012 per l’etichetta Birth Records, nel 2015 pubblica per Drag City “On Your Own Love Again” e ora il suo terzo album esce per City Slang. “Quiet Signs”è stato scritto a Los Angeles e registrato al Gary’s Electric di Brooklyn tra il 2017/2018, l’album è stato coprodotto da Al Carlson, che collabora con flauto, organo e pianoforte. Paragonata a vari artisti folk, tra cui Joni Mitchell, Joan Baez, Sibylle Baier, David Crosby e Karen Dalton, la sua musica è intricata, intima e contemporanea, sembra evocare epoche precedenti.
Nonostante la presenza di alcuni musicisti, il lavoro vede come protagonista assoluta la Pratt che si muove con maestria tra l’intimismo folk cantautorale e certe suggestioni tropicaliste avendo ben presente in testa autori come Veloso e Gilberto.
Il disco ha una durata di mezz’ora, come accadeva per le uscite dei sessanta/settanta, e musicalmente mette in luce un mondo fatto di incanto confessionale grazie alle melodie cantate con voce magica da Jessica e ai contrappunti della chitarra acustica. La vocalità è ammantata da un riverbero continuo capace di farci intraprendere un viaggio verso una dimensione sognante, a volte malinconica altre introspettiva.
Ogni tanto appaiono strumenti quali flauto, organo, synth che suona come archi, ma tutto estremamente controllato in modo che sia la scrittura delle composizioni ad emergere oltre all’atmosfera surreale.
Un’opera che va gustata nota per nota cercando di abbandonarsi ai suoni delicati ed ammalianti che la nostra ha saputo creare.


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