Il duo di Nashville, Hammock, dà un seguito a “Mysterium” con il nuovo album “Universalis”, secondo di una serie di tre album. Quando iniziarono l’attività non era loro intenzione pubblicare dischi, ma unicamente comporre. La situazione mutò una volta che si resero conto di avere scritto almeno una quarantina di brani. Giunsero alla conclusione che forse era meglio uscire su disco. Pubblicano il primo EP, intitolato “Stranded Under Endless Sky”, e successivamente il primo album, “Kenotic”, nel 2005. Mentre “Mysterium” ha condotto gli ascoltatori lungo un percorso orizzontale che esplorava i temi della morte e del dolore, “Universalis” ne inizia uno verticale verso l’alto che conduce verso la luce. In alcuni momenti, questo nuovo album rimanda alle prime influenze della band – lo slowcore di Low e Red House Painters su tutti – pur mantenendo l’atmosfera ambient e neo‐classica di “Mysterium”. Il disco è stato prodotto a quattro mani dal nostro Francesco Donadello (A Winged Victory for the Sullen, Olafur Arnalds, Johann Johannsson) e Peter Katis (Interpol, Jonsi, The National). L’artwork è stato curato da The Fuel e Lumber Company con disegni di Pete Schulte e Matt Kidd (Slow Meadow), quest’ultimo anche al piano e agli arrangiamenti in alcune parti del disco.


Category
Tags

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *