DEVENDRA BANHART- “Vast Ovoid” cover album“Vast Ovoid” è l’EP di Devendra Banhart che segue l’album “Ma” del 2019.

«Questo EP nacque durante le sessioni di registrazione di “Ma”, tre canzoni che però non c’entravano molto con il tema della maternità trattato nel disco. In ultima analisi, tutte e tre le canzoni parlano della differenza tra la delusione e la disillusione. Una differenza più grande di quanto mi immaginassi. Nella disillusione c’è molta più libertà, molto più spazio per respirare. Ogni giorno, qualcosa echeggia tra i nostri corpi distanti. L’incertezza è sempre stata lì, no? Fa paura… Ma tutti i frutti del vero cambiamento stanno in realtà iniziando a fiorire… Andiamo avanti, teniamo in ordine il giardino. Continuiamo a tenere alta la guardia. Continuiamo a restare rilassati. Continuiamo a preoccuparci del prossimo. Continuiamo a parlare con il nostro corpo. Continuiamo a respirare bene. Teniamo in ordine il giardino»

Ad anticiparlo, un remix da parte di Helado Negro di “Love Song”, la cui versione originale era contenuta nel sopracitato disco lungo, e l’inedita “Let’s See”.

Banhart è stato un mio pallino nella prima metà degli anni ’00, poi lentamente è uscito dai miei ascolti, nel momento in cui ha introdotto dosi di psichedelia nella sua musica insieme ad inserti di folklore latino. Rimane un musicista di talento (non solo, è anche pittore e una collezione delle sue opere è stata esposta al MOMA di San Francisco nel 2007), ma ancora inespresso, sotto le aspettative e le sue potenzialità.

Il suo EP “Vast Ovoid”, uscito il 24 luglio 2020, rimanda già dalla cover art (piena di astrattismo ed ennesima testimonianza del passato da artista del cantante) al contatto fisico, a un’umanità ritrovata: è l’inizio di un nuovo periodo, o forse la ripresa di quello che era stato bruscamente interrotto.

Nella traccia di apertura “Let’s See” c’è, a partire dal titolo, un richiamo allo sguardo esterno, alla curiosità. Dall’astrattismo visivo ecco che si arriva all’astrattismo dei soliti temi universali toccati da questo artista eclettico. La delusione, la disillusione, vengono rivalutate, esorcizzate per arrivare a una riflessione sulla libertà più ampia, grazie alla quale siamo in grado di mettere in discussione noi e il nostro tempo (di cui probabilmente siamo vittime). E infatti “It’s Not Always Funny”, recita il secondo brano prima di catapultarci nella title track, quel “Vast Ovoid” che somiglia più a un intermezzo, un flusso in cui immergersi.

Un dischetto che ci riconcilia con la possibilità di sentirsi leggeri dopo un lungo periodo di ansie ed incertezze che ci ha attanagliato. Arrivato al momento giusto!!!


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