BEACH HOUSE – ‘Once Twice Melody’ cover albumLa musica del duo americano Beach House è un contenitore per sentimenti drammatici e cinematografici; tutt’altro che semplice, i sintetizzatori profondamente stratificati e la voce ansimante della band creano un paesaggio sonoro così onirico e meditativo che l’ascolto diventa quasi un’esperienza fuori dal corpo. Spesso etichettato come ‘dream pop’, un genere che combina melodie pop con effetti densi e sperimentazioni che ricordano lo shoegaze degli anni ’90, il distinto suono psichedelico del duo ha ottenuto un incredibile successo commerciale. L’incantevole malinconia di “Space Song” ha fatto guadagnare al brano 300 milioni di stream su Spotify. Nel 2022 sono tornati nel mondo della musica con un attesissimo ottavo album in studio, “Once Twice Melody”.

L’album è diviso in quattro capitoli –– o dischi–– che vengono pubblicati periodicamente. A giudicare dalla metà del disco che ho avuto modo di ascoltare, contenente brani stellari come la surreale title track “Once Twice Melody”, il lavoro è destinato a essere uno dei migliori dei nostri, sia dal punto di vista concettuale che produttivo. L’introduzione di ogni traccia ricorda la colonna sonora di un film ambientata nello spazio; archi stratificati e suoni sperimentali luccicanti evocano un’atmosfera ricca di colori, esistenzialismo e un profondo desiderio per il passato. I testi vaghi e ansiosi, quando decifrabili, suggeriscono una profonda retrospezione e una tragedia romantica. Le liriche di “Pink Funeral” sul disco 1 rispecchiano l’arte poetica del suono stesso: ‘Una volta era una favola / Poi è andato tutto all’inferno / Cigni su un lago stellato / Cuori fatti per rompere le lacrime attraverso un velo di pizzo bianco’.

Dalla riconoscibilità dell’amore perduto in “Runaway” all’inevitabile fine della vorticosa avventura in “New Romance”, i Beach House bilanciano il loro suono sperimentale con temi e messaggi accessibili. I loro dispacci più potenti, tuttavia, si trovano meno nei testi che negli outro e negli strumentali; segnato dalla lenta costruzione di melodie scintillanti riverberanti ed echi sfocati, il suono di Beach House sembra adatto solo per osservare i misteri intransigenti dello spazio e abbracciare la bellezza dell’ignoto. Il tema dell’amore abbinato all’atmosfera magica oscura crea un netto contrasto; mentre canta la fallibilità dell’umanità, la musica esplora un paesaggio celeste che trascende le questioni umane.

Che si tratti di riflettere sui paradossi dell’esistenza o di soffermarsi su una storia d’amore fallita, l’eterea uscita ha una traccia per accompagnare la tua introspezione. L’eccitazione è appena iniziata: i fan dei primi due dischi possono attendere con impazienza la seconda metà dell’album, offrendo un processo più lento per godersi la forma d’arte. Rappresentano una risposta alla tendenza di un consumo usa e getta che caratterizza l’odierno mondo musicale!!!