Quando la band di Seattle TACOCAT – formata dalla cantante Emily Nokes, la bassista Bree McKenna, il chitarrista Eric Randall e Lelah Maupin alla batteria – ha iniziato nel 2007, faceva riferimento a una scena musicale molto differente da quella di oggi. Era un mondo di house show, tour alla buona e di brani pop‐punk femministi ben presto alienati da un nuovo garage‐rock. I loro testi onesti, umoristici e la loro sensibilità artistica ha permesso alla band di crearsi una solita fanbase nel corso degli anni, durante i quali hanno affrontato una profonda progressione – dalle sciocche canzoni su Tonya Harding ai lavori su Hardly Art, “NVM” del 2014 e “Lost Time” del 2016. “This Mess Is a Place”, il loro quarto album in studio e primo su Sub Pop, vede la band risvegliarsi la mattina dopo le elezioni del 2016 e dover affrontare una nuova realtà, dove il male non si nasconde più sotto la superficie, ma è ben in evidenza, al centro di tutto. Nonostante l’attualità sia abbastanza deprimente da spingere chiunque a nascondersi sotto le coperte per centinaia di anni, i Tacocat continuano a fare quello che sanno fare meglio: combinare vivacità, energia e speranza a critica politica.


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