Park Jiha realizza il suo primo album ‘Communion’ nel 2016 in Corea del Sud, suo paese d’origine, da una registrazione stile DIY effettuata nella sua dimora.
Ora ‘Communion’ viene messo a disposizione per una distribuzione mondiale dalla Tak:til, dicitura sotto cui si cela la Glitterbeat Records, a sua volta satellite della teutonica Glitterhouse, che si dedica alle derive più avanguardistiche del panorama world music.
Si tratta di un album molto affascinante in cui la tradizione coreana è ben rappresentata dall’utilizzo di alcuni strumenti tipici suonati dalla Park, quali il piri (simile all’oboe come suono, è una sorta di flauto di bambù a due canne), il saenghwang (che è uno strumento di bambù con molte canne, una specie di organo a bocca) e lo yanggeum (strumento a corde simile al dulcimer, le cui corde -di metallo e non di seta come la maggior parte degli strumenti tradizionali a corde sudcoreani- vengono percosse con bacchette di bambù).
In questo lavoro la Park si avvale della collaborazione di John Bell al vibrafono e Kim Oki al clarinetto basso e sax, con i quali l’estrosa musicista sudcoreana si addentra in lande poste tra il minimalismo strutturale proprio di certa avanguardia ed il territorio onirico creato dai tipici suoni della tradizione del suo paese.
Un bellissimo ascolto.

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