Mi è capitato spesso quest’anno di mettermi all’ascolto di gruppi o solisti sconosciuti e rimanere profondamente colpito dalla musica proposta.
Ultimi in ordine di tempo sono stati gli Ohmme gruppo proveniente da Chicago e quindi cresciuti in quella situazione di grande fermento che è la Windy City. Sono un duo al femminile capace di comporre, suonare la chitarra e occuparsi di tutto. Sono Sima Cunningham e Macie Stewart due ventenni che suonano assieme fin dall’adolescenza.
“Part” è praticamente l’esordio se si eccettua un EP omonimo uscito lo scorso anno. Lo ho trovato un lavoro di grande ispirazione e bellezza. Accanto alle due ragazze suonano il batterista Matt Carroll e una serie di ospiti del calibro di Doug McCombs, Ken Vandermark e Tomeka Reid.
Quello che più conta è comunque la capacità di scrittura delle due giovani e le voci che permettono di mettere subito a fuoco l’album.
Tutto è già definito con il brano inaugurale “Icon”uno splendido art-pop chitarristico. La varietà della proposta è sorprendente si va dal country gotico di “”Grandmother” che esplode in un pezzo spigoloso e sognante, splendide tracce di folk che disegnano incontaminati paesaggi rurali oppure lasciatevi trasportare dall’insolita melodia di “Water”. Su tutto le voci capaci di dare respiro a melodie azzeccatissime e una strumentazione scarna ed asciutta che non spreca una nota. Il brano che mi ha colpito maggiormente è stato “Sentient beings” un folk spettrale con tentativi di improvvisazione che dimostra la cifra stilistica dei Ohmme.
Caldamente consigliato l’ascolto!!!


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