MOBY – ‘Reprise’ cover album“Reprise” è l’album di Moby contenente versioni riarrangiate con l’orchestra di alcuni dei suoi più grandi successi e dove viene accompagnato da numerosi ospiti d’eccezione quali Luna Li, Kris Kristofferson, Mark Lanegan e Jim James. Proprio questi ultimi sono i protagonisti dei primi due estratti dal lavoro: “Porcelain” (la cui versione originale è contenuta nell’album Play del 1999) e “The Lonely Night” (da “Innocents” del 2013). In realtà il disco è uscito alla fine di maggio, per cui non sono tempestivo nel porlo alla vostra attenzione, ma con tutte le pubblicazioni che si susseguono settimanalmente non è facile stare al passo con i tempi.

<<Scusate se questo sembra ovvio, ma per me lo scopo principale della musica è comunicare emozioni. Condividere alcuni aspetti della condizione umana con chiunque stia ascoltando. Desidero ardentemente la semplicità e la vulnerabilità che puoi ottenere con la musica acustica o classica>> così si esprime Moby a proposito dei questo disco e lo fa pur lontano dalla musica che ci aveva abituato ad ascoltare.

Ora, Moby ci offre una riflessione sui 30 anni di carriera trascorsi. Reinventa i suoi classici in una scatola a sorpresa da 14 pezzi, come un dessert downtempo realizzato con la Budapest Art Orchestra e una deliziosa ed eclettica lista di cantanti.

Il nostro vestito con un completo. Questa è la copertina di “Reprise” e, se volete, personifica i nuovi indumenti che l’artista americano ottiene in questo nuovo album. Moby, il maestro della musica elettronica ambient intrisa di campioni, offre una versione più organica e più calma delle sue canzoni. Ci mostra questi classici in modo più positivo, come se avesse fatto pace con questi brani e con sé stesso. Mancano l’oscurità e la profondità che legavano così tanti fan alla sua discografia. Quella depressione toccante, levitante che usava per purgarsi e che i suoi seguaci consumavano, come medicina per l’anima non c’è. È un album avvolto nella nostalgia, che sicuramente vi farà viaggiare indietro nel tempo alla prima volta in cui avrete ascoltato queste tracce di un altro decennio. Classico, fortificato, trionfante. Questo è “Reprise”, il nuovo album che ora abbiamo il coraggio di scoprire.

Ci sono momenti in cui il disco brilla davvero quando gli artisti aggiungono più anima ad alcune delle canzoni come “Natural Blues” con Gregory Porter e Amythyst Kiah o in “Why Does My Heart Hurt So Bad” con Apollo Jane & Deitrick Haddon. La musica dance e le orchestre sono diventate piuttosto comuni negli ultimi anni, sia come spettacoli dal vivo che come modi per riformulare brani come le raccolte “Acoustic” di Above & Beyond. “Reprise” fa qualcosa di simile, usando l’orchestra in diversi modi, permettendole di esplodere o lasciarla ricreare delicatamente le tracce. “God Moving Over The Face Of The Water” è uno dei migliori esempi di arrangiamenti orchestrali che rimodellano il volto di una traccia. Il classico “Go” toglie la voce, ma mantiene l’energia con percussioni e grandi corde cinematografiche. “Extreme Ways” diventa molto più dolce e lenta.

“Reprise” alla fine termina con una versione più lenta e cinematografica di “The Last Day” con Skylar Grey e Darlingside. Non sono necessariamente tutti arrangiamenti lenti e classici, ma a volte soul e persino ottimisti, grazie ai quali la alla Budapest Art Orchestra riesce a fare davvero di tutto. Sembra di ascoltare una grande colonna sonora di un film che potrebbe affascinarvi oppure lasciarvi totalmente indifferenti. Ascoltatelo e traete le vostre conclusioni!!!