La conoscenza fra i due data quarant’anni, ma, mai, si erano messi in studio assieme per produrre e registrare un disco. È accaduto la sera dello scorso 20novembre 2017 in una lunga session live.
Il violinista Australiano Jon Rose, veterano della scena innovativa internazionale incontra finalmente Chris Abrahams il superlativo pianista di The Necks e la musica prodotta non delude, anzi tiene alta la barra della ricerca e dell’innovazione in campo musicale.
Rose è alle prese con un gran numero di violini di diversa fattura e accordature sui generis e, grazie al perfetto interplay con il pianoforte di Abrahams, riesce a creare un equilibrio meraviglioso per dare vita a mondi sonori inesplorati attraverso l’equilibrio tra sonorità microtonali e dissonanze.
I due musicisti sono indubbiamente dei virtuosi del loro strumento, ma non è ciò che importa, più significativo rimarcare il fatto che sono riusciti a libere due strumenti di tradizione classica dall’accademia a cui sono sempre stati confinati per donarceli in una vesta che abbia legami con la attuale ricerca sonora.
Pur essendo un disco di improvvisazione si ascolta con piacere dalla prima all’ultima nota, cosa non scontata.


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