JOHN LENNON – ‘Plastic Ono Band: The Ultimate Collection’ cover alumD’altra parte, le quasi due dozzine di jam incluse nel sesto disco lo mostrano nell’atteggiamento giocoso che era al centro del suo amore per il rock and roll delle origini. È affascinante sentirlo dare a “Hold On” una posizione celebrativa, e la sua impressione di Presley su un medley improvvisato di Elvis che include “Don’t Be Cruel”, “Matchbox” e “When I’m Over You” è esilarante. Allo stesso modo, una versione strumentale sciolta di “Get Back” e una versione abbreviata di “I’ve Got a Feeling” suggeriscono che credeva ancora nei Beatles, anche se la sua esortazione in “God” ripudiava effettivamente quella posizione.

Alla fine, tuttavia, sono i demo originali che si dimostrano particolarmente rivelatori, poiché Lennon suona ogni traccia interamente da solo condividendo un senso di spontaneità mentre elabora gli arrangiamenti. Anche nelle loro forme rudimentali, “Working Class Hero”, “Isolation”, “Love” e “Look at Me” sono enfatici e d’impatto come originariamente previsto, con John che esprime la stessa urgenza ed emozione con il progredire delle sessioni. Nella sua forma primaria, “God” varia molto dalla versione finale, con una conclusione più vivace rispetto a quella che si trova nella versione originale. Per quanto intimi e introspettivi si siano dimostrati i risultati definitivi, questi primi passaggi sono più rivelatori in misura molto maggiore.

Un esempio particolarmente toccante di ciò arriva con Lennon che parla della perdita di sua madre prima della registrazione originale di “My Mummy’s Dead”, che è stata registrata a casa su una cassetta e aggiunta come coda per la fine della raccolta. Ascoltarlo qui è illuminante e straziante, tutto allo stesso tempo.

Alla fine, è quel senso di vulnerabilità che è così sorprendente ora proprio come lo era quando l’Lp è stato inizialmente svelato. È puro, primordiale Lennon nel modo in cui era originariamente inteso. Il libro da tavolo che accompagna la musica è un tesoro in sé, dati i titoli di coda, le note esplicative e le foto per lo più inedite di quell’epoca. Dà a John una presenza più potente e profonda che mai. Condivide un senso di chiusura e, sebbene il dolore per la sua perdita non si placherà mai, serve anche a ricordare che la sua presenza continuerà a incombere, ora e per decenni a venire!!!


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