Che copertina magnifica, varrebbe la spesa solo per questo, omaggio all’ancestrale idea di afro-futurismo.
Il suono approntato dal DJ per questo disco non si discosta dalle caratteristiche che hanno contraddistinto i precedenti, cioè siamo sempre coinvolti dal marasma sonoro solare ed ultraterreno che è la cifra stilistica del nostro.
Per questo album l’ispirazione proviene da Sun Ra e dai pionieri della scena house di Chicago quali Larry Heard, Armando Adonis i nomi che mi vengono in mente.
Il lavoro esce per la benemerita Soul Jazz Records e segue una fase più sperimentale durante il suo periodo di permanenza alla RVNG INTL. In cui aveva potuto coronare il sogno di suonare con Marshall Allen dell’Arkestra.
Forse per la prima volta riesce a trovare un punto di contatto ideale tra la musica dance e quel jazz spirituale che aveva contraddistinto la scena durante i seventies.
Siamo al cospetto di un disco vario, ricco di intuizioni e con beats accattivanti ed irresistibili.
Se “dance” non è per voi una parolaccia fate lo sforzo di ascoltarlo, potrebbe essere un ponte per nuove scoperte.

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