Eric Alexander iniziò a suonare come musicista classico, per poi convertirsi al jazz nel 1986 passando anche dal sax alto al tenore.
È riconosciuto come uno dei massimi interpreti dello stile hard bop e post bop. Ascoltare il suo tenore è senz’altro uno dei massimi piaceri del jazz odierno.
La sua principale abilità risiede nella capacità di fondere tecnica, fantasia e fluidità di idee e di note.
Cominciò a farsi conoscere nel 1991 quando terminò alle spalle di Joshua Redman al Thelonious Monk International Jazz Saxophone Competition. Riuscì a firmare un contratto immediatamente e dal quel momento non ebbe più problemi ad incidere e pubblicare dischi.
Eric ha lavorato con parecchi ed importanti musicisti jazz quali Harold Mabern(pianista), Ron Carter(contrabassista) e Pat Martino(chitarrista). Ha fatto parte, sia in studio che in tournee del sestetto degli One For All che sono stati paragonati ai Jazz Messengers di Art Blakey.
È di questi giorni l’uscita su High Note del nuovo album dal titolo “Song Of no Regrets” in cui il nostro ritrova il pianista David Hazeltine ed a cui partecipa l’interessante trombettista Jon Faddis.
A produrre questa session è stato Alexander stesso, per un lavorò che trasuda una vena latin jazz spiccatamente marcata grazie alla verve del percussionista Alex Diaz.
La title track è di Sergio Mendes così come “Brasil ‘66”, mentre il resto dei brani si bilancia tra covers e pezzi autografi, ovviamente filtrati attraverso la sensibilità unica del grande Eric Alexander!!!

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