In occasione del Record Store Day 2017 sono stati pubblicati due dischi di David Bowie, il live “Cracked Actor”, Los Angeles 1974, e la riedizione del demo del 1971 “Bowpromo”, originariamente impresso in sole 500 copie dall’allora manager di Bowie, Tony Defries (Gem Records), per assicurare un’adeguata promozione a lui e ad un’altra artista, Dana Gillespie. Nell’edizione originale, la a-side era di Bowie e la b-side della Gillespie, invece in questa riproposizione la b-side non è incisa.
Anche la veste grafica originale era totalmente bianca, non portava nessuna scritta, tanto che il contenuto era descritto solo dal nome dell’artista scritto a mano sulla sleeve.
Sette i brani, allora inediti, di cui cinque finiranno su “Hunky Dory”.
“Oh! You Pretty Things”, quasi identica alla versione definitiva, non fosse per un uso diverso del riverbero su voce e cori, voce che nella versione di “Hunky Dory” risulta essere più in primo piano. Stesso discorso per “Eight Line Poem” e “Kooks”, poche differenze a livello di canali d’uscita per quanto riguarda il suono delle chitarre, “It ain’t easy” è uguale a quella apparsa in “The Rise and the Fall of Ziggy Stradust and the Spiders from Mars”. “Queen Bitch”, nella versione demo porta il riverbero sulla chitarra di Mick Ronson anziché sulla voce mentre “Quicksand” che sulla versione di “Hunky Dory” ha un’intro in mono per passare in stereo dopo 51 secondi, in “Bowpromo” è in stereo fin dall’inizio. “Bomber/Andy Wahrol Intro” appare nell’edizione della Rykodisc di “Hunky Dory” come bonus track, nel promo il suono è più sottile e “Bomber” evolve verso “Andy Warhol” in maniera differente, un po’ più lenta e con qualche inserto di chitarra acustica e qualche risata di Bowie in più verso la fine……
Già presente anche Rick Wakeman in “Kooks” e “Quicksand”….
Musicalmente non è un’uscita rilevante, ma è davvero un bellissimo oggetto, ci sono cinque foto notevolissime del Bowie dell’epoca…. E la poesia di stringere tra le mani la riproduzione (purtroppo solo riproduzione) di un promo di Bowie…. E come diceva un noto poeta francese della seconda metà dell’Ottocento, le cose belle son quelle che non servono a niente….

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