Che chitarrista e musicista straordinario è stato Bert Jansch, capace di attraversare cinque decadi e di donarci musica senza tempo.
“The Jimi Hendrix of the acoustic guitar” lo definì Neil Young, uno dei tanti che fu influenzato dal nostro al pari di Jimmy Page, Nick Drake, Donovan, Ian Anderson, Johnny Marr e Bernard Butler.
È stato uno dei membri fondatori dei superlativi Pentangle, l’anima più blues di quel favoloso quintetto.
La Fire Records da alle stampe il terzo box contenente sue opere soliste.
Si tratta di “Bert Jansch”, “It don’t bother me”, “Jack Orion” e “Bert and John”, cioè la sua discografia degli anni ’60 quando era ancora parte dei Pentangle.
Sono dischi in cui si percepisce l’influenza esercitata da Davey Graham e nello stesso tempo sono opere seminali e foriere di sviluppi, che hanno forgiato la carriera di tanti musicisti successivi.
Nuove note di copertina a cura di Bill Leader e fotografie inedite di Brian Shuel completano questa raccolta speciale.
Lasciatevi trasportare da questo ricercatore indomito di materiale folk britannico, non ve ne pentirete, sarà come assaporare un whiskey torbato scozzese, sua terra natia.

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