Quando parlo di musica con conoscenti e clienti mi capita spesso di usare il termine “disco ponte”, cioè un album che ha fatto da tramite, mi ha permesso di superare il guado del certo per addentrarmi nell’ignoto.
Uno di questi fu “Yellow Moon” dei Neville Brothers, uscito nel 1989, che mi permise di conoscere, assaporare e godere della musica di New Orleans e della Louisiana in generale.
Per circa un decennio mi immersi nel suono della Big Easy. Un musicista che mi piacque in modo particolare fu Zachary Richard(di origini cajun) che seppe miscelare al meglio la tradizione cajun, lo zydeco, il rock e il New Orleans blues!!!
Possiamo tranquillamente affermare che, nonostante sia quasi sconosciuto al di fuori della Louisiana, Canada e Francia, assieme a Michael Doucet è la figura chiave per la riscoperta della musica degli Acadiens. Le sue liriche sono sempre state improntate ad un forte attivismo sociale per promuovere l’orgoglio e la solidarietà delle proprie tradizioni spesso oggetto di pregiudizio ed ingiustizia.
La sua carriera iniziò a metà anni settanta per arrivare ad oggi con la pubblicazione del ventunesimo lavoro dal titolo “Gombo”.
La registrazione è avvenuta nei famosi Mixart Studios di Montreal, co-prodotto da David Torkanowsky.
I musicisti sono stati reclutati sul luogo e pure a New Orleans.
Ci sono chitarre, fisarmoniche, mandolini, lap-steel e una sezione d’archi. Il disco è composto da una quindicina di brani per un viaggio che spazio come sempre per cajun, zydeco, folk, e blues della Louisiana.
“Zydeco jump” apre le danze con la fisarmonica in primo piano per un brano dal ritmo serrato.
Le due canzoni successive sono splendidi esempi di musica tradizionale “La ballade d’Emilie Benoit” e “La ballade du Irving Whale” cantate in lingua francofona.
“Jena blues” è un classico blues di New Orleans, mentre “Manchac” è un brano di grande intensità che ci mostra le qualità vocali del nostro.
La chitarra acustica e un coro di voci femminili impreziosiscono “It might be love”
Il masterpiece del disco è “Fais Briller ta lumiere” canzone che ci tocca nel profondo, in cui Zachary duetta con Angelique Kidjo.
Siamo giunti al termine con “Saskatchewan” che si apre, con i suoni, alla vista sul Canada occidentale luogo di pace e silenzi.
Un’opera che va gustata nota dopo nota perché riesce ad aprirci il cuore grazie ad una musicalità coinvolgente.

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