VANISHING TWIN – ‘Ookii Gekkou’ cover album“Ookii Gekkou”, espressione giapponese la cui traduzione in inglese è ‘big moonlight’, è il titolo del terzo album dei Vanishing Twin, uscito su Fire Records il 15 ottobre, a due anni di distanza dal precedente bellissimo lavoro in studio, “The Age of Immunology”. Il disco è descritto nella nota stampa come «il suono della vita ordinaria che scorre sotto l’influsso di una serie di regole, in un posto dov’è sempre notte». «Sotto lo sguardo della notte – prosegue il comunicato – la mente diventa una sorta di antenna che capta comportamenti e istinti».

Il full-length è preceduto dalla (quasi) title-track “Big Moonlight (Ookii Gekkou)”, che si presenta in continuità con le sperimentazioni della precedente prova. Sostenuta da un ritmo sincopato, la canzone è caratterizzata da sonorità morbide, ipnotiche e da un cantato sussurrato a suggerire un’ambientazione straniante, spaziale. Il pezzo è accompagnato da un video animato realizzato dall’artista londinese Daisy Dickinson (Flaming Lips, Toy, Snapped Ankles). «Abbiamo chiesto a Daisy di partire dalla copertina del disco e farla muovere, crescere, allungarsi, moltiplicarsi e fondersi con altri oggetti», ha detto la formazione riguardo al clip, che mostra uno strano paesaggio popolato di misteriosi oggetti e personaggi.

Tornando al disco, è stato concepito durante il lockdown ed è – spiega sempre il collettivo – una sorta di catalizzatore di sogni provenienti dal passato. Musicalmente, anche stavolta la formazione spazia tra afrofunk, jazz e avanguardia, il tutto filtrato da una non comune sensibilità pop.

I Vanishing Twin sono uno degli act migliori che emergono dall’ironico noioso revival psichedelico dell’ultimo decennio e mezzo. Nato da un’idea della cantante e chitarrista Cathy Lucas, nei loro due album fino ad oggi, il gruppo, con sede a Londra, ha adottato un approccio più raffinato al terreno ben battuto dello psych-pop rispetto a molti dei loro coetanei.

Le cose iniziano in modo abbastanza tradizionale, tuttavia, con l’opener “Big Moonlight (Ookii Gekkou)” e “Phase One Million”, l’ultima delle quali ricorda l’approccio vagamente internazionale dei Khruangbin al songwriting. Da lì, però, i nostri iniziano a mostrare un po’ di muscoli verso l’avanguardia: “The Organism” suona come la colonna sonora di un film artistico anni ’60 piacevolmente criptico, mentre “In Cucina” è stratificato con percussioni poliritmiche e synth deformati.

Quando il lavoro entra nel suo terzo finale, le cose cambiano di nuovo, con un senso del ritmo quasi krautrock alla base di “Tub Erupt” mentre la traccia di chiusura, “The Lift”, porta verso una conclusione piena di groove e colma di synth.

Un gruppo che si ciba di visioni musicali differenti, che spesso i membri della band sperimentano in altri progetti, ma, quando sono insieme, cercano di convergere verso un’unica soluzione attraverso un suono fluido che ruota attorno ad una marcata vena psichedelica grondante nostalgia. È come trovarsi all’interno di una bolla che si pone al di sopra della quotidianità con i suoi eventi negativi!!!


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