Era un po’ di tempo che non recensivo un disco di blues, anche se in questo caso è più appropriato parlare di rock-blues, visto che l’album è inzuppato di feroci riff chitarristici e si presenta come un disco crudo e incendiario nell’arco di undici canzoni tutte a sua firma che spaziano da pezzi rock da ascoltare con il pugno alzato e da shuffle suonati a passo di carica e a ballate grintose, un mix di ‘anima e fuoco’ condito da assoli brucianti.
Tinsley cresce ad Atlanta sia come interessi musicali sia artisticamente ed intrattiene il pubblico nei locali più famosi ed importanti. Esordì nel 1988 su Alligator con il lavoro “Georgia blue” e, durante questi trent’anni, ha girovagato da un’etichetta all’altra, si è autoprodotto, ma ha chiuso il cerchio con questo album di nuovo inciso per l’etichetta con sede a Chicago e fondata da Bruce Inglauer nel 1971. Si tratta del lavoro della raggiunta maturità in cui Ellis ci propone una commistione di stili che va dai chitarristi texani al funk di Memphis, dalle sonorità del British blues alla smodata passione per il grande B.B. King, ma anche per gli altri due (Albert e Freddie)
Le registrazioni si sono svolte a Nashville e la produzione è nelle mani di Ellis stesso assieme al fidato Kevin McKendree (John Hiatt, Delbert McClinton). Le canzoni vanno dal cenno all’era Stax di Albert King, “Last One To Know”, al Peter Green tocco di “Everything And Everyone” alla Hound Dog Taylor-esqe boogie “Sit Tight Mama” prima di terminare con la ballata che brucia l’anima di “Your Love’s Like Heroin”. La voce sa sempre graffiare con il suo timbro soul, aggressivo ed espressivo.
I musicisti che lo accompagnano sono Kevin McKendree per organo, pianoforti e chitarra ritmica, Steve Mackey al basso e Lynn Williams alla batteria e alle percussioni con l’aggiunta di Jim Hoke al Sax e Quentin Ware alla tromba. “Last One To Know” apre l’album, un taglio più lento con un ritmo guida e un pungente lavoro di chitarra di Ellis. I suoi assoli sono contenuti ma impressionanti e ci porta fuori con quello finale. Segue “Don’t Know Beans”, un pezzo più uptempo che offre un eccezionale assolo di chitarra supportato dall’organo B3. Il cantato denota passione ed urgenza.
“Ice Cream In Hell” rallenta di nuovo e Tinsley suona anche qui una chitarra killer, roba davvero impressionante e potente. “Evil Till Sunrise” è un blues a tempo medio tagliato con un tocco rock e anche un po ‘di funkiness. Ellis ottiene un po’ di atmosfera latina in cerca di “tutto e tutti” quasi a richiamare il famoso Santana. L’album termina con “Your Love’s Like Heroin”, un lungo e cupo brano musicale in cui Ellis e McKendree suonano entrambi con profonda emozione. La voce è dark e cool. La chitarra è ugualmente piena di sentimento ed emozione e McKendree aiuta con un lavoro d’organo altrettanto piacevole.
Il nostro ha prodotto un album veramente riuscito che piacerà sicuramente agli amanti della sei corde rovente, ma potrebbe risultare apprezzato anche da coloro che da sempre sostengono che l’unico blues che si possa ascoltare è quello acustico.


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