TIM BUCKLEY – ‘Bear's_Sonic_Journals: Merry-Go-Round_At The-Carousel’ cover albumI preziosi diari sonori conservati dalla famiglia del leggendario fonico dei Grateful Dead, Owsley Stanley III detto ‘Bear’, ci permettono stavolta di ascoltare con la solita, incredibile qualità sonora il meglio di due concerti che Tim Buckley tenne il 15 e il 16 giugno del 1968 al Carousel Ballroom di San Francisco. Si tratta della più importante registrazione dal vivo del cantautore di Washington dai tempi di “Dream Letter”: 80 magici minuti di musica che colgono Tim al vertice delle sue capacità improvvisative con una formazione jazz rock che lo affianca in una straordinaria versione della “Merry-Go-Round” di Fred Neil inserita all’interno di un medley, in classici del primo repertorio e in due composizioni inedite (“Blues, Love” e “The Lonely Life”). Completa il tutto un libretto di 28 pagine.

In una vita interrotta troppo bruscamente, Tim Buckley era anche un po’ troppo eccentrico per salire ai vertici della musica folk contemporanea. Tuttavia, per quanto possano essere un gusto acquisito, le sue incursioni ad ampio raggio negli stili jazz, psichedelia, funk, soul e avanguardia presentano anche ampie ricompense all’udito di coloro che vogliano cimentarsi con la sua opera, anche se direttamente proporzionali alle potenziali sfide dell’ascolto.

“Merry-Go-Round at The Carousel” è davvero un’immagine chiara di un artista coraggioso che si avvicina al pieno del suo spirito avventuroso. Correttamente azzeccata in questo contesto è la volontà di Buckley di spingere e tirare con la sua voce, utilizzandola in effetti come un altro strumento: la sua voce è tremendamente efficace in questo mix di materiale, arrangiamenti per i quali sono presenti basso, percussioni e vibrafono. Sebbene non sia particolarmente mellifluo nel suo modo di cantare, Tim è comunque straordinariamente flessibile con il suo fraseggio e la sua consegna, in particolare (e appropriatamente) su “Strange Feelin'”. Ascoltando l’immersione di questo artista nell’atmosfera, è del tutto adatto a fare paragoni con Van Morrison e nessuno dei due artisti soffrirà per l’equivalenza. Al contrario, nella sua ricerca di attirare ascoltatori, Tim può spesso sembrare più abbandonato di ‘The Belfast Cowboy’. Non solo, ma in seguiti estesi come “Blue Love”, il padre di Jeff Buckley è estremamente fiducioso nella propria capacità di trattenere il pubblico nell’incantesimo che lancia. Questa è una proiezione del tipo più positivo, non solo da parte del leader della band, ma anche per tutti i suoi accompagnatori: quando Carter ‘CC’ Collins si imbarca in una pausa per le percussioni, mantiene lo slancio della performance in corso.

In un ulteriore segno di sincronicità, questo estratto cattura il nostro nel pezzo “The Lonely Life”, che non è mai apparso prima d’ora. Una tale pepita risuona profondamente accanto alle prime versioni dei suoi standard come “Happy Time”, così come una riverente cover di “Merry-Go-Round” di Fred Neil; mentre Tim potrebbe aver evitato i confronti con colleghi contemporanei come Bob Dylan, qui non era certo contrario al legittimo omaggio a un eroe un po’ sconosciuto del movimento folk dell’epoca.

Ogni gruppo di brani è simile alla colonna sonora di un sogno ad occhi aperti, senza dubbio una sensazione inquietante per chi è nella stanza, ma questo rende il caldo bagliore del vibrafono di David Friedman un suono ancora più confortante (in netto contrasto con l’inquietante grata del basso di John Miller).

L’ardore dei fan di Buckley è cresciuto esponenzialmente nel corso degli anni e senza dubbio farà un salto di qualità con questa versione. Come per la musica stessa, c’è un’innegabile passione che pervade il resto del pacchetto, inclusa la copertina originale di Dennis Larkins, in un libretto di ventotto pagine, note di copertina e interviste con il bassista John Miller, il paroliere Larry Beckett, e lo studioso di Tim, Pat Thomas, tra gli altri nel team dei curatori. Un’ esibizione che, se avete un’anima, vi lascerà a bocca aperta, d’altronde stiamo parlando di uno dei più grandi di sempre!!!


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