SOCCER MOMMY – ‘Sometimes Forever’ cover albumCon il suo debutto del 2018, “Clean”, Sophie Allison, alias Soccer Mommy, ha mescolato testi angoscianti e melodie uncinate, articolando temi di perdita, disfunzione e disprezzo di sé. Il secondo album, “Color Theory”, utilizzava una gamma sonora più ampia, oscillando tra paesaggi sonori crudi e strutturati, una sequenza ancora principalmente caratterizzata da melodie pop-informate e diarismo autoironico.

Tuttavia, ciò che ha dato risalto ai primi due dischi di Allison è stata la sua attenzione alla riconciliazione degli opposti: voce lamentosa compensata da chitarre tintinnanti, ritmi staccati giustapposti a ‘gestalt’ altrimenti fluide. Questa capacità di creare paradossi sonori è inestimabile, in particolare per i cantautori la cui voce è principalmente, anche inequivocabilmente, dolorosa e i cui testi sono inclini alla malinconia. In termini archetipici, il freddo ha bisogno di essere bilanciato con il calore, l’informe con la forma. Dove c’è aria, c’è bisogno di terra; dove c’è acqua, c’è bisogno di fuoco. Queste dinamiche, ovviamente, sono attraversate da diversi artisti in una miriade di modi complessi.

Nel suo nuovo rilascio gli aspetti vincenti della propria cifra stilistica sono ampiamente presenti: melodie orecchiabili, dichiarazioni commoventi, sottili divergenze strumentali ed efficaci contrasti tonali. “Bones” affronta una relazione in declino e presenta la voce tipicamente sconsolata della nostra. Chitarre croccanti e una melodia accattivante creano un mix sufficientemente vario. “Unholy Affliction” forse mostra l’influenza di Daniel Lopatin come produttore del set, anche se alcuni dei suoni pop-industriali avrebbero potuto essere facilitati altrettanto agevolmente da Trent Reznor. La voce di Soccer Mommy, alternativamente secca e intrisa di riverbero, fa venire in mente un incrocio tra le consegne con flessioni punk di Billie Eilish in “Happier Than Ever” e le cupe esplorazioni di “Midwife”.

“Fire in the Doorway” è un’incursione folcloristica esemplare nel confessionalismo familiare alla maniera di Lucy Dacus e Phoebe Bridgers. “Shotgun” è il culmine del lavoro, il riff centrale e il ritmo in piedi. Evocando elementi di “Seven Nation Army” dei White Stripes e “Army of Me” di Björk, il pezzo è dance, grungy e inno, e arriva come una delle tracce più contagiose del 2022. In “Darkness Forever”, ci offre una delle sue esibizioni vocali più sfumate e, dal punto di vista dei testi, un avvincente esame dell’impulso suicida. L’uso intermittente di corde sintetiche, accenti rombanti, schizzi di distorsione e trame spaziali creano una traccia ben nitida. La conclusiva “Still” è una coda popolare in cui affronta la sua propensione all’estremismo, apparentemente facendo riferimento all’euforia di breve durata che può derivare dal ‘taglio’.

Sebbene “Sometimes, Forever” sia una degna aggiunta all’opera di Soccer Mommy, alcune canzoni non riescono a guadagnare terreno. In “With U”, ad esempio, si avventura nel territorio delle ballate, anche se la sua melodia manca di forza, la sua voce si trasforma in prevedibile petulanza. “Newdemo” è un amalgama di strumentazione indistinta, il vortice vocale di Allison nel blando mix. “Following Eyes” è un’affascinante odissea durante la quale la cantante documenta ciò che accade come un avvistamento UFO e un’interazione con gli alieni.

La resa vocale di Allison è in gran parte iscritta; tuttavia, come cantante, Sophie è limitata in termini di timbro e gamma. In assenza di una melodia contagiosa e di un accompagnamento che stabilisca un contrasto ritmico e/o ambientale, la voce tende a diventare monotona e disimpegnativa. Ma quando gli equilibri estetici sono a posto, come lo sono per gran parte della raccolta, la nostra brilla come una luna che riflette un sole morente, uno degli artisti sostanziali della propria generazione!!!