Cover album SARAH JAROSZ- “World On The Ground”Il Texas è, forse, lo stato che maggiormente disprezzo negli Stati Uniti, ma purtroppo, musicalmente, è terra di grandi cantautori e bluesmen per cui, a causa del mio grande amore per la musica, riesco a passarci sopra. Forse è l’aria che si respira nel ‘Lone Star State’ , sono i paesaggi, i personaggi e le sue tradizioni che danno ispirazione ai tanti musicisti che da la provengono.

“World on the ground” è il quinto album di studio della giovane cantautrice texana, ma ora residente in un grattacielo di New York. Sarah è una sorta di bambina prodigio, infatti iniziò a suonare il mandolino all’età di dieci anni, è stata cresciuta con il mito di Big Maybelle e della Carter Family, fin da subito il suo legame è con le sonorità texane più autentiche ed oggi si può affermare che sia diventata una singer songwriter coi fiocchi.

Come suggerisce così acutamente il titolo del suo quinto LP, il nostro momento attuale è definito dagli oppressi. Nel 2020, molto spesso ci sembra di affondare tutti lentamente in un luogo collettivo sommerso, girando fuori controllo e incapaci di trovare un appiglio. È un album personale scritto molto prima della pandemia e delle proteste scatenate dall’omicidio di George Floyd, e il suo titolo, anche se adatto per il moodcasting 2020, si riferisce a un diverso tipo di trauma. Durante questi 35 minuti, Jarosz esplora una crisi d’identità che è del tutto inestricabile dalla sua educazione a Wimberly, Texas. Pur narrando delle gioie e dei dolori che il diventare adulti comporta, così come delle proprie radici, il disco rimane sorprendentemente elastico e speranzoso. Per ottenere questo è necessaria una grande sensibilità ed una profondità d’animo non comuni. La Jarosz ha impiegato del tempo a maturare queste doti, forse solo a partire dal precedente lavoro “Undercurrent”, cioè dal momento in cui è riuscita a piegare le straordinarie doti tecniche e i virtuosismi al servizio delle canzoni.

La nuova raccolta, prodotta da un grande quale John Leventhal, pone l’accento su questo suo nuovo status, non contano più la velocità d’esecuzione, o il tocco sopraffino, sempre pregevoli, ma la qualità della scrittura e una capacità vocale di intensità e profondità mai raggiunte in precedenza e che hanno pochi eguali anche in altri artisti. Sicuramente Leventhal opera alla grande sui suoni e sugli arrangiamenti, molto essenziali e scarni, capaci di evocare quelle vedute in cui niente si scorge se non polvere che opprime le strade e le vite di coloro che non aspettano altro che andarsene.

Si inizia con le parole ‘… tanto tempo fa in una piccola città del Texas…’ come fossero le note introduttive di un romanzo, e ci troviamo catapultati in un universo poetico di estremo fascino. C’è il country blues della magnifica “Eve”, che ha i piedi ben piantati in un unico luogo, la malinconica ed elettroacustica “Hometown”, che segue le avventure di una donna focosa sull’orlo di una crisi di identità, che ritorna a malincuore nella sua soffocante città, ancora un disinvolto country rock come “I’ll be gone” con un bel gioco di chitarre elettriche. I pochi strumenti e gli arrangiamenti spartani non danno l’impressione che manchi qualcosa in termini di suono e melodie, perché sia l’autrice che il produttore suonano di tutto, ma anche perché alle loro spalle suona una band coi controfiocchi, composta da Shawn Pelton alla batteria, Catherine Russell, Curtis King e Dennis Collins ai cori, Dave Eggar al violoncello, Katie Kresek e Katie Thomas al violino e Christopher Cardona alla viola. Ascoltate il lavoro che si sobbarcano in una ballata dal sapore jazzato con pianoforte come “Orange and blue”, la poesia degli archi nella preziosa “Pay it no mind” e ancora l’atmosfera west coast dell’elegante e raffinata “Maggie”.

Sfortunatamente, questo album, manca della presa e dell’immediatezza dei precedenti lavori di Jarosz, sia come artista solista che con Sara Watkins e Aoife O’Donovan nel loro supergruppo I’m With Her, e quindi non sarà probabilmente celebrato come merita. Voi non fate l’errore di trascurarlo, perdereste la possibilità di ascoltare una delle opere d’autore contemporanee più ispirate!!!


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