RUSTY – ‘The Resurrection Of Rust’ cover albumIl passare del tempo sembra spesso universalmente sconcertante. L’effettiva possibilità di viaggiare a ritroso è anche solo una possibilità o è principalmente qualcosa che immaginiamo per far sentire il mondo come un posto migliore in cui trovarsi?

Ora sembra che Elvis Costello e Allan Mayes offrano una sorta di risposta, almeno in termini musicali. Invitando calorosamente e allegramente ascoltatori e fan nel loro mondo del 1972, concepito attraverso un filtro del 2022, il nuovissimo progetto discografico “The Resurrection Of Rust” rappresenta un’opportunità unica per ascoltare i due musicisti suonare e cantare ‘il disco che avremmo pubblicato a 18 anni, se qualcuno ce lo avesse permesso’, come dice abilmente Elvis Costello.

Le sei canzoni, ben registrate, hanno un collegamento con il 1972, rappresentando momenti presi dalle scalette di Rusty – la prima band di Costello – e la miscela di opere originali e di cover. Senza melodie scadenti o hook che creano dipendenza istantanea, ciò che gradualmente viene svelato è la gioia irrefrenabile dei brani, la selezione dei pezzi scelti a mano prende davvero vita dopo un paio di ascolti.

Che si tratti dell’unica ripresa, delle vibrazioni sonore dal vivo e dell’energia frizzante dell’apertura del disco “Surrender To The Rhythm”, o della voce sfumata di whisky e sigaretta di “I’m Ahead If I Can Quit While I’m Behind…”, una traccia del cantautore americano Jim Ford, si ottiene rapidamente un accenno della varietà sonora di questo rilascio.

C’è l’atmosfera confusa, ma romantica, di “Don’t Lose Your Grip On Love” e “Warm House (And An Hour Of Joy)”, che in qualche modo fornisce la corrispondenza più vicina al suono attuale di Costello, se quella frase rende il senso remoto in questa correzione del viaggio guidata dalla macchina del tempo. Un altro momento degno di nota include “Everybody Knows This is Nowhere” e “Dance Dance Dance”, fusi in una canzone di intensità, basata su due composizioni di Neil Young.

L’edificante e corroborante “The Resurrection Of Rust” offre, da una parte, una calda spinta alla memoria, mentre, dall’altra, il filtro dei tempi moderni conferisce complessità alla raccolta, ed è assolutamente da provare!!!