MANSLAUGHTER 777: “World Vision Perfect Harmony” cover albumRicco di grooves e tessiture poliritmiche per un disco di elettronica di natura tradizionale. La stranezza del lavoro risiede nel fatto che a rilasciarlo siano stati due autori che appartengono al mondo del metal estremo. I nostri dimostrano una passione particolare per la cultura dei sound system.

Sentire che due batteristi di due band pesanti si sono uniti per fare un disco – in questo caso il duo di Lee Buford dei The Body e Zac Jones dei Braveyoung- dedurrà, senza dubbio, che il piatto risultante appoggierà la maggior parte del suo peso su elementi percussivi e ritmici. Di conseguenza, il debutto di Manslaughter 777 fa proprio questo, ma forse non con il risultato che ci si potrebbe aspettare.

Lontano da una sorta di raffica di tamburi di forza industriale, come sarebbe lecito attendersi da questi due energumeni, Buford e Jones hanno fatto un disco che asporta assolutamente qualsiasi loro background di arte sludge, ed è invece essenzialmente un album che deve di più alla cultura della dance britannica degli anni ’90, alludendo alla jungle, al drum ‘n’ bass, alla dancehall e persino al grime in alcuni momenti.

Non dovrebbe essere una sorpresa, con il lavoro quotidiano di Buford che ha sperimentato ampiamente elementi elettronici, sia da solo che in collaborazione con The Haxan Cloak in particolare, e nel quadro del suo lavoro come parte del trio Sightless Pit l’anno scorso.

Qui batte l’impatto con una forza miratamente al movimento di propulsione, piuttosto che martellare il cranio. Lo si evince dalla doppietta di apertura ricca di echo vocal e breakbeat di “No Man Curse” e “Jump And Spread”, in cui voci sobrie si spostano dallo sfondo della prima traccia, al primo piano della seconda, sentendosi come un ritmo liquido in continua evoluzione che si diffonde. Con la terza traccia “ARC” prendono forma derive percussive di impronta trance. Tre brani e sembra di essere in un enorme campo della campagna inglese a tarda notte con un sound-system a pieno regime.

Il suono organico della grancassa che ancora “What Is Joke To You Is Dead To Me” è pura forza bruta che sporge da una serie glaciale e spettrale di toni e fornisce una giustapposizione inquietante. “Gainax” ha un timbro stranamente cavo, quasi legnoso, ad alcuni dei suoni tom che lo aprono, impostato contro un campione vocale stranamente metallico e insidie quasi in marcia. “I Cannot Tell You How I Feel” è sorprendentemente emotivo data la sua costruzione da elementi sintetici, il suono di sentirsi soli in una grande città infusa nelle sue ossa elettroniche.

Riassumendo ritmi che sono stati alla radice della jungle, della no-wave, del dub e dell’hip-hop, i Manslaughter 777 producono un suono avvincente che sembra sorprendentemente contemporaneo. Con la rinascita dell’interesse per il trip-hop, avremo pure un risveglio di certa ‘illbient’? Nel frattempo, questo è esattamente ciò che il dottore ha ordinato!!!


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