LIARS – ‘The Apple Drop’ cover albumSembra ieri l’esordio dei Liars, ma in realtà sono trascorsi vent’anni dal debutto di “They Threw Us in a Trench…’, terzetto di stanza a Los Angeles, ma guidati dall’australiano Angus Andrew.

Il primo brano di cui si è venuti a conoscenza è “Sekwar”, che vanta un mix di batteria barcollante, chitarre ricche e sintetizzatori pulsanti che a volte si intrecciano l’uno con l’altro e a volte si collegano all’unisono. ‘Quando la nebbia diventa folle’, canta la mente dei Liars, Angus Andrew, alla fine della canzone, ‘Che non riesco a uscire dalla mia mente/Puoi dirmi cosa sapevo?’.

“Sekwar” è accompagnato da un video musicale, diretto da Clemens Habicht, e interpretato da Andrew nei panni di uno speleologo che si avventura in una misteriosa grotta. Il personaggio di Angus sembra diventare sempre più matto man mano che va in profondità, e la clip termina con lui che mette insieme un piccolo dispositivo elettronico che deforma completamente il mondo.

“The Apple Drop” segue l’album “TFCF” del 2017 e “Titles With the Word Fountain” del 2018, entrambi realizzati da Andrew. Per il nuovo disco, invece, ha lavorato con il batterista jazz d’avanguardia Laurence Pike, il polistrumentista Cameron Deyell e la paroliera Mary Pearson Andrew. ‘Per la prima volta ho abbracciato la collaborazione fin dall’inizio’, ha detto in una dichiarazione, ‘consentendo al lavoro degli altri di influenzare il mio’.

I Liars sono sempre stati un gruppo mutante, che si è evoluto di album in album senza mai perdere la rotta e non offrendo agli appassionati lavori incompiuti. Al tempo venne utilizzato il termine art-rock per definirli, che può significare tutto o niente. In realtà la proposta partiva dal punk-funk che si miscelava con il kraut, il noise e un certo sperimentalismo che dava origine a brani deviati che non sembravano possedere un centro, ma, ad ascolti prolungati, si rivelavano potenziali hit nonostante fossero basati su un percussivismo ossessivo, oserei affermare quasi afro, che era rilasciato da Julian Gross e Aaron Hemphill, e dalla voce cantilenante del leader.

Nel corso degli anni la proposta cominciò a differenziarsi toccando campi vari ed estesi quali l’indie-rock, il garage-punk, la musica ambient e techno e anche il synth-pop senza mai perdere di vista certi riferimenti centrali come il kraut sia nella dimensione Neu! che in quella Tangerine Dream e senza disdegnare di rendere omaggio al gruppo che in quegli anni era un punto di riferimento, cioè i Radiohead.

Oggi “The Apple Drop” vede i nostri in un dialogo tra l’elettronica e la voce di Angus e gli altri membri che si occupano di una strumentazione tradizionale per un risultato lento e meditativo, ma perfettamente a fuoco. Flussi di chitarre angolari, percussioni audaci e una eccitante elettronica cold-wave ci consegnano una prova mai così potente e visionaria. Una rinascita a tutti gli effetti!!!