Ormai sono anni che le case discografiche, sia major che indipendenti, si sono buttate massicciamente nelle ristampe, perché, ormai, è l’unico settore che ancora garantisce delle vendite. Certo che vedere ristampato su vinile, dalla Fat Possum, il primo ed unico lavoro degli Human Switchboard mi lascia alquanto basito. Quando lo acquistai nel lontano 1981 fu quasi un colpo di fortuna perché immediatamente sparì dal mercato. Riapparve nel 2011 su cd per i tipi della Bar-None con l’aggiunta di tutto quello che registrano (o quasi) nel periodo che va dal 1977 al 1984.
Questo leggendario debutto lungo della formazione di Cleveland, Ohio, formatasi nel 1977 in piena esplosione punk è un qualcosa che ancora mi emoziona nel profondo. Fatale fu l’incontro all’università di Syracuse fra Bob Pfeifer e Myrna Marcarian. I nostri di ritorno alla citta natale di Cleveland reclutarono il batterista Ron Metz e cercarono sempre il bassista giusto senza mai incontrarlo.
Musicalmente non è semplice collocarli perché non sono punk, new wave, neopsichedelici, forse il termine giusto da usare è art- rock. Fu pubblicato dalla Faulty Records, sussidiaria della nota I.R.S. di Miles Copeland ma soprattutto di R.E.M. e Wall of Voodoo e registrato nella loro città. Il disco vede la luce nel bel mezzo dell’esplosione di neo-psichedelia, anzi a dire il vero le fa da spartiacque, visto che per entusiasmarci con le prime incisioni delle grandi bands del cosiddetto Paisley Underground dovremo aspettare almeno un paio d’anni. L’album è composto da dieci tracce, delle quali non si scarta nulla. Nei brani più nervosi e veloci sembra di ascoltare i Velvet Underground, soprattutto per la voce di Bob che ricorda in modo impressionante Lou Reed. Ampio spazio viene dato anche alla Marcarian ed al suo organo farfisa che riempiva di ipnotici giri la materia sonora. Purtroppo il lavoro non riscontrò il minimo successo ed il gruppo sbando definitivamente nel 1984. In merito al mancato riscontro commerciale Pfeifer ebbe a dire che non riuscirono mai a realizzare una hit e, in quel momento storico, era fondamentale avere un singolo trainante.
Per me non ha nessuna importanza il mancato raggiungimento della fama, l’importante è che, quando li ascolto, mi fanno ancora vibrare proprio al crocevia tra post-punk e art-rock al fianco di altri genietti quali Mission Of Burma, Feelies e primissimi B-52’s!!!


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