EMPIRE – ‘Expensive Sound’  cover albumLa Munster Records presenta una ristampa di “Expensive Sound” degli Empire, originariamente pubblicata nel 1981. Empire era una propaggine dei Generation X, e il loro unico LP, “Expensive Sound” rimane un ascolto oscuro (ma altamente gratificante).

Pubblicato originariamente nel 1981, lo stesso anno in cui Gary Numan e Soft Cell stavano guadagnando un sacco di soldi con il loro marchio di retrofuturismo macchiato di noir, il presente rilascio era fuori passo con il clima della musica commerciale. La loro proposta era cruda, nuda, calda, distinta dal pop glaciale e antisettico che avrebbe dominato il decennio.

Il disco non era né totalmente lungimirante né nostalgico. Invece, fa quello che tendono a fare i grandi LP: preserva un momento specifico nel tempo. C’è una qualità arida e non verniciata nelle registrazioni, caratterizzata dalla voce e dalle parole del frontman, Derwood Andrews. Cantava con una fragilità fuori dal comune e con una voce morbida, quasi diffidente. C’è poco riverbero, quasi nessun doppio tracking e assolutamente nessun tentativo di americanizzare la consegna.

L’argomento è reso in modo simile, di una semplicità disarmante. La noia, la depressione, l’amore non corrisposto e il terrore esistenziale sono trattati in parti uguali, senza una canzone sul suonare la chitarra elettrica (la giustamente intitolata “Electric Guitar”). Mentre i testi di Derwood esibiscono alcuni dei sentimenti di ‘doom-and-gloom’ dei progenitori post-punk Joy Division, sono quasi, nella loro semplicità, vicini a Holden Caulfield, si proprio ‘il giovane Holden’ di Salinger.

La risposta degli Empire alle avversità viene fornita con un’alzata di spalle e un sospiro. Se la voce schiva di Andrew fa parte del fascino, il suo modo espressivo di suonare la chitarra è l’attrazione principale di “Expensive Sound”.

Come unico chitarrista del disco, dimostra una varietà di cose insolite per le radici punk della band: manovrando abilmente tra riff robusti e minimalisti (come in “Hot Seat”), vaste fasce di rumore oscuro (“Empire”) e cavi laceranti e strettamente arrotolati (“Safety”).

Sebbene il lavoro possa essere meglio conosciuto per le formazioni che ha ispirato – la neo-psichedelia degli Stone Roses e il fretwork atletico dei Fugazi – meritano comunque di essere apprezzati per i propri meriti!!!