ELIZA GILKYSON – ‘Songs From The River Wind’ cover albumÈ, nelle parole della sua autrice, ‘una lettera d’amore al Vecchio West’ il nuovo album di Eliza Gilkyson “Songs From The River Wind”, una raccolta di ‘istantanee della gente e dei luoghi, delle vite e degli amori perduti e trovati negli anni in cui ha vagabondato per l’Ovest nei panni di un menestrello musicale’. Prendendosi una pausa dalla musica ‘sociopolitica’ che si era sentita quasi forzata a scrivere per i suoi sei album precedenti, reagendo alla presidenza di Donald Trump, la cantante, autrice e chitarrista del New Mexico, che recentemente è tornata a vivere a Taos, ha preso a modello le registrazioni anni ’50 di suo padre Terry con il gruppo folk The Easy Riders, qui in qualche modo rimpiazzati dai Rifters del suo vecchio amico e produttore Don Richmond: cameo azzeccati di Warren Hood (violino), Kym Warner (mandolino) e Michael Hearne (voce) arricchiscono una raccolta di brani nuovi e traditional, cover a tema e adattamenti di antiche cowboy songs.

Come ci si aspetterebbe, è un album folk-country molto vecchio stile, che si apre con il suo arrangiamento cantato dolcemente e delicatamente strimpellato del tradizionale irlandese “Wanderin’”, registrato da suo padre nel 1958 e con un testo che, assumendo una prospettiva femminile, parla alla sua stessa irrequietezza da trovatrice itinerante.

Un’altra tradizionale riscrittura per dare il punto di vista di una donna, la vecchia melodia western “Buffalo Gals Redux” alza leggermente il tempo con Michael Hearne alla chitarra acustica e voce e Richmond che fornisce il violino. Passando al primo originale c’è “Farthest End” a bassa voce. La traccia è basata sul retroscena di un amico cowboy (‘è scappato quando era solo un bambino/si è unito ai ragazzi del campo/e ha cavalcato con la corda e ha cavalcato/sposò la ragazza del ranch/ Ora ci sono azioni in banca’). Un’altra nota personale è colpita dalla ballata di ‘mountain music’ accompagnata dal banjo, “Charlie Moore”. È un omaggio a un amico ispiratore e leggenda del Wyoming, figlio di un commerciante indiano nato nel 1884 e cresciuto come un indiano tribale che ha incontrato da vecchio, impartendo la sua saggezza, raccontando storie e salvando lei e suo fratello quando si persero tra i pini. Qui invoca il suo spirito per aiutarla a ritrovare sé stessa e riportarla nel deserto.

Continuando con gli originali riflessivi, il valzer lento e il trillo del mandolino “Wind River And You”, parla delle sue fantasie romantiche di vivere la vita di una ragazza del ranch che è rimasta non consumata prima di passare a un altro adattamento di una melodia western, “Colorado Trail”, un numero d’amore perduto (‘ Penso quanto sia difficile ho cercato di fare mio quel giocatore irrequieto/vivo per le volte che l’ho raggiunto/e piango per le volte che ho fallito’) scritto dopo aver guidato per strade secondarie deserte una notte terminato uno spettacolo e caratterizzato da un assolo di pedal steel piangente di Richmond, l’ultima strofa tratta da una vecchia registrazione dei Sons of the Pioneers.

Un altro ricordo autobiografico arriva con Warren Hood che fornisce lo swing ritmico del violino di “The Hill Behind This Town”, un ricordo del suo primo affitto dopo aver lasciato la casa, un vagone di legno vecchio a $ 15 al mese montato su blocchi di cemento accanto ai binari della ferrovia a Lamy, nel New Mexico. Una delle canzoni più recenti con Hearne alla voce, l’allegra, guidata dal mandolino, “At the Foot of The Mountain”, è stata scritta successivamente al trasferimento a Taos dopo diversi anni in Texas, una celebrazione del ritorno nel paesaggio occidentale. La musica è evocativa di “Darcy Farrow” di Ian Tyson, composta da John Gorka.

Il disco si conclude con la breve strumentale crepitante, “CM Schottische”, la ricreazione di Richmond di un frammento di una ‘square dance’ perduta, ricordata dalla sua infanzia. Un’ode pastorale ai tempi più semplici, una vita plasmata dall’amore per la terra, è un’evocazione davvero meravigliosa delle fondamenta del suo cuore e del suo focolare, forse meglio ascoltata al crepuscolo per lasciarti trasportare verso i fiumi e le colline così da festeggiare magnificamente il termine di una giornata!!!