DELBERT McCLINTON – ‘Outdated Emotion’ cover albumContrariamente a una rapida lettura dell’elenco dei brani di “Outdated Emotion”, il ventisettesimo album di Delbert McClinton, non è composto solo da cover. Il soul man texano intercala una piccola manciata di brani originali all’interno dei sedici numeri e la loro collocazione, sia nella sequenza generale delle tracce che in giustapposizione all’ambiente circostante, illumina un omaggio alle radici che suggerisce che i generi rock and roll, blues e country sono non tutti così lontani l’uno dall’altro. Eppure, indipendentemente da ciò che queste canzoni potrebbero altrimenti significare per McClinton personalmente, le canta come se fossero le più importanti: il suo impegno è tanto profondo quanto contagioso, sia per gli ascoltatori che per i musicisti che lo supportano qui.

È giusto dire che la misura di una canzone davvero eccezionale è quanto bene può ospitare una varietà di arrangiamenti. Di conseguenza, chiunque abbia familiarità con altre interpretazioni di “Stagger Lee”, “Long Tall Sally”, “I Ain’t Got You” e “Money Honey” garantirà la versatilità durevole di quelle composizioni. Molto probabilmente anche, quando questi quarantuno minuti di riproduzione saranno finiti, coloro che ascolteranno il materiale precedentemente interpretato rispettivamente da The Grateful Dead, The Beatles, The Yardbirds ed Elvis Presley, saranno pronti ad applicare aggettivi positivi a McClinton e gli sforzi interpretativi dell’azienda.

Guidati dai polistrumentisti padre/figlio (e produttori) Kevin e Yates McKendree – importanti collaboratori dello splendido “The Eclipse Sessions” di John Hiatt del 2019 – un elenco abbastanza limitato di accompagnatori lavora al proprio strumento non più di quanto Delbert faccia con la sua voce. Undici di questi tagli, infatti, durano meno di tre minuti, inclusa un’interpretazione di “Jambalaya” di Hank Williams, e persino sul soul “I Want A Little Girl”, il nostro rifiuta di impegnarsi in istrionismi vocali. Allo stesso modo è sottomesso nella sua consegna dell’originale ironico “Connecticut Blues”, dove il suo assorbimento e l’elaborazione delle influenze blues e R&B evidenzia solo quale astuto esercizio di musicologia sia la gamma di materiale di questo LP.

Allo stesso modo, McClinton non cede alla tentazione di mettersi in mostra con l’armonica per una co-scrittura di Jimmy Reed intitolata “The Sun Is Shining” (questo nonostante la leggenda narra che abbia consigliato al compianto John Lennon sui punti più sottili dello strumento). In “Outdated Emotion” ci sono altri musicisti altrettanto astuti (e sobri) nei loro contributi: Stuart Duncan (Robert Plant e Alison Krauss) sega un violino per “Move It On Over”, mentre Chris Scruggs (Kacey Musgraves) requisisce la pedal steel per “Two Step Too”. Tuttavia, per quanto concise siano queste esibizioni, non manca la gioia naturale che le permea.

Detto questo, ascoltando questa sardonica frase conclusiva, “Call Me A Cab”, è difficile dire se Delbert McClinton intenda il titolo di questo album in modo sarcastico, ironico o schietto. Tuttavia, non si può negare i vari modi in cui il disco può entusiasmare gli ascoltatori e, in effetti, ha il potenziale reale di commuovere gli amanti della musica che non hanno familiarità con le sue canzoni tanto profondamente quanto coloro che le conoscono a memoria!!!