DAVID GRUBBS & JAN ST. WERNER – ‘Translation From Unspecified’ cover albumSiamo al cospetto di due fra i musicisti più emblematici di quello straordinario periodo creativo che si sviluppò a cavallo dei due secoli, che instaurarono un rapporto che li ha condotti a condividere idee ed opinioni circa il loro metodo compositivo e sull’estetica contemporanea.

Indagini imprevedibili della valle misteriosa da parte di due poeti sonori che si avvicinano da angoli obliqui per individuare un’anima sperimentale stranamente seducente.

David Grubbs e Jan St. Werner si sono incontrati a metà degli anni ’90, quando Grubbs suonava con Gastr del Sol e Red Krayola e St. Werner nei Mouse on Mars e Microstoria. Dopo anni di scambio di idee, “Translation from Unspecified” segna la loro prima volta in duo, ed è chiaro che questa collaborazione per ripulire il mazzo era attesa da tempo.

Nel gennaio 2020 David è arrivato allo studio berlinese Paraverse dei Mouse on Mars con una chitarra e “Translation from Unspecified”, una poesia aperta e apparentemente autogenerante che suggerisce l’IA, uno dei temi del recente lavoro di Jan.

Questa è diventata la title track di lunghezza laterale, un corridoio tortuoso di fanfare elettroniche e miniature musicali spontanee che esortano la recitazione lenta e costante di Grubbs a far crescere le ali e passare al canto. Chissà da dove viene questa idiosincratica mise-en-scène – day-glo, elettronica estroversa e umano orientato al compito -? Punti di riferimento, lontani, potrebbero includere “In Sara, Mencken, Christ and Beethoven…” di Robert Ashley e Paul De Marinis e la poesia sonora di Anton Bruhin.

Capovolgi il disco e hai “Soixante Ooze”, un duo live-in-the-studio per chitarra e computer, più riconoscibile come materiale del duo, che riconfigura gli elementi della title track prima di trasformarsi finalmente in monoliti di suoni aguzzi.

Musica che sintetizza sia l’anima che il cervello, che ha come risultato un perfetto equilibrio tra le due componenti!!!