DAMON FOWLER: “Alafia Moon” cover albumIl titolo “Alafia Moon” è sufficienti a stimolare la curiosità, ma l’elegante cover art misteriosa induce immediatamente all’ascolto di un album che si dimostra irresistibile. E ne vale davvero la pena, scoprire nel processo di assorbimento dell’ottavo album solista dell’uomo, che la grafica è il risultato creativo di Flournoy Holmes, artista del design gate-fold di “eat a Peach” (Capricorn) della Allman Brothers Band, 1972). Tali fatti si combinano con lo stile blues-rock prevalente sull’LP per riaffermare quanto siano profonde le influenze meridionali di Tampa, Florida in Fowler.

Damon è un abile chitarrista, ha un gioco di chitarra, dimostrato da splendide linee slide che gridano come una persona. Ma ha anche una voce piena di sentimento ed è un cantautore forte, il che significa che non stai ascoltando un disco di assoli continui, ma piuttosto una raccolta di canzoni in piena regola.

Fowler è della Florida, ma canta con una sottile cadenza di New Orleans, facendolo suonare occasionalmente come il mai troppo incensato Dr. John. Comprende la sua gamma e lavora al suo interno, concentrandosi sull’emozione della propria performance, piuttosto che cercare di abbagliare l’ascoltatore come se fossimo i giudici di ‘American Idol’. Il chitarrista mescola anche le cose con la sua scrittura di brani. Ogni canzone è basata sul blues rock, ma esplora molti stili all’interno di quella più ampia.

La title track è una ballata che permette al nostro di mostrare la sua voce. C’è un po’ di carta vetrata nel suo canto, che aiuta a rafforzare la tristezza sottostante della melodia. Ma le voci di backup aggiungono una qualità celestiale alla canzone, rendendola una situazione tipo ‘Paradiso/Inferno’. Ed è un legame che dura finché non arriva la slide di Fowler, ondata dopo ondata di splendide melodie che abbagliano l’ascoltatore, facendo trionfare la bellezza. Tendo ad ascoltare la tecnica sotto la musica per aiutarmi a capire le canzoni. Qualcuno suona molte note? Qualche nota? Ma con Fowler, non riesco a concentrarmi su nient’altro che sulla melodia. L’uomo della Florida conosce pure i brani ritmati, “Hip to Your Trip” rimbalza insieme a un ritmo vivace, fornendo molto spazio per la voce di Damon e ancora di più per la slide avvincente. Quando pensiamo a questa tecnica, è facile andare direttamente a Duane Allman, che la ha perfezionata all’interno del rock and roll puro. Ma Allman suonava in una grande band che suonava sempre forte. Doveva lottare per ogni centimetro di spazio audio se voleva che qualcuno lo sentisse. Ha anche suonato con un’intensità incredibile. Fowler, specialmente su questa traccia, non deve lottare per nulla, quindi le linee sono Allmaniane, ma sembrano meno concentrate sul tagliare la musica e più contenute per rilassarsi e rimanere con la canzone.

La raccolta arriva a dieci tracce, ma una, “The Umbrella” è un lungo monologo musicato che non si presta ad ascolti ripetuti. Meglio impostare il brano successivo, “Kicked His Ass Out”, una divertente melodia ispirata agli anni ’50 cantata da Betty Fox, con la voce di Damon che rimbomba in sottofondo, che mostra alcuni dei suoni rockabilly tipici del nostro. Tuttavia, sembra quasi che provenga da un disco diverso. Ma è sempre un buon segno quando desideri che un album abbia più musica.

La sei corde è protagonista, ma lui risulta essere più di questo. Ha realizzato un vero album e non le basi per mostrare la sua considerevole abilità con le chitarre. “Alafia Moon” mette in mostra le molte e svariate capacità di Fowler!!!