APPALACHIAN ROAD SHOW- “Tribulation”È diventata una consuetudine quella di rielaborare la tradizione folk e bluegrass da parte di formazioni che utilizzano in via principale strumenti a corda acustici. La via è stata tracciata da band quali Old Crow Medicine Show, Avett Brothers e altre. C’è da dire che spesso questo tipo di formazioni adattano quel suono alle loro esigenze, aggiungendo dosi di country-rock e persino pop, per rendere la proposta maggiormente accattivante alle orecchie degli ascoltatori. Ce ne sono alcune, tra cui quella che vi andrò a descrivere, che decidono di rimanere fedeli alla tradizione di quelle sonorità di settanta/ottanta anni fa. Tra queste c’è sicuramente la Appalachian Road Show, quintetto che ha esordito un paio di anni fa con l’album omonimo e che ora ci da la possibilità di ascoltare il seguito, dal titolo “Tribulation”.

Le radici della musica folk risiedono lontane nel tempo e nello spazio. Tutto ebbe inizio in Europa nella prima metà del 1600 quando i Cattolici inglesi e i Presbiteriani scozzesi decisero di colonizzare la regione protestante dell’Ulster (Ulster Plantation). Gli irlandesi furono costretti a fuggire nel nuovo mondo e finito di pagare il debito al capitano della nave che li aveva trasportati, si possono cogliere analogie con qualcosa di molto vicino a noi… hanno lasciato la costa dove erano insediate le 13 colonie e si sono trasferiti sui monti Appalachi per vivere di agricoltura e pastorizia. Questi erano chiamati HILLBILLY da hill collina e billy goats, la capra di montagna (figura rappresentata molto bene da Dinamite Bla della Disney) e scherniti dai «cittadini». La musica popolare è nata così con ballate che raccontassero storie e per il bisogno soprattutto di avere musica da ballo. L’unico strumento in loro possesso era il violino che hanno incominciato a costruirsi da soli creando il fiddle. Le condizioni sociali degli hillbilly o redneck o cracker erano simili a quelle degli schiavi neri degli stati del sud, con loro, soprattutto a cavallo della guerra civile, vi sono stati scambi culturali che hanno arricchito i bianchi di un nuovo sound (sincopato) e di un nuovo strumento il banjo che gli afro americani avevano portato con loro dall’africa che era venuto a conoscenza dei bianchi durante la guerra di secessione (1861-1865). Questo non piaceva ai neri, così verso la fine dell’800 arrivò un nuovo strumento prodotto dalla Martin… aveva 6 corde, costava 1 dollaro e 19 cent e siccome era estremamente difficile esprimere il dolore dell’anima attraverso il suono stridulo del banjo, scoprirono che la chitarra calzava a pennello col genere che i neri stavano sviluppando… il Blues.

Appalachian Road Show è un insieme acustico visionario, che offre nuove interpretazioni di tradizionali canzoni americane, bluegrass e folk, oltre a composizioni originali, il tutto legato direttamente al cuore delle regioni appalachiane degli Stati Uniti. Il banjoista candidato al GRAMMY Barry Abernathy, unisce le forze con il violinista Jim VanCleve, vincitore di un GRAMMY, Josh Turner, il mandolinista Darrell Webb, il bassista Todd Phillips, con due vittorie e quattro nomination ai GRAMMY e il chitarrista 23enne Zeb Snyder.

Lo scopo della band è quello di mettere in luce lo stile di vita sui Monti Appalachi, la cultura che ne consegue e il loro repertorio è costituito unicamente su brani della tradizione montanara che datano anche oltre un secolo fa e anche quelli autografi si basano sullo stesso tema. Si tratta in definitiva di un concept album con tanto di parti narrate e non cercate contaminazioni con rock e pop, qui si trova solo purissima musica bluegrass, folk e country, con qualche elemento gospel qua e là. I cinque sono dei virtuosi dello strumento, ma non è mostrare la tecnica che interessa loro quanto piuttosto metterla al servizio delle canzoni scelte. Questo genere di musica, oggi, si è orientati a dimenticarla, a non considerarla importante, mentre trovo corretto che venga tramandata alle nuove generazioni onorando le persone forti e dedite che hanno vissuto su quelle montagne negli ultimi 200 anni.

Se abbiamo avuto la possibilità di ascoltare Elvis Presley, Johnny Cash, Woody Guthrie, Bob Dylan e tantissimi altri dobbiamo ringraziare coloro che hanno dato origine a tutto questo su quelle inospitali montagne creando un mondo di musica, parole ed emozioni che ora grazie agli Appalachian Road Show possiamo rivivere in una versione moderna!!!


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