UZEDA: “Quocumque Jeceris Stabit” cover albumDopo 13 anni di fermentazione e attesa irrompe “Quocumque Jeceris Stabit” il nuovo disco di UZEDA. 8 nuove tracce indescrivibili, come solo UZEDA sa fare. Registrato e mixato da Steve Albini al “Sotto il Mare Recording Studio” di Povegliano Veronese (VR). Mastering a cura di Bob Weston al Chicago Mastering Service.
Se esiste un gruppo rock italiano in grado di avere un pubblico anche al di fuori del Bel Paese, questi sono proprio gli Uzeda da Catania. Da noi sono sempre stati una formazione di nicchia, seguita da pochi adepti, ma chi li vide sul palco negli anni novanta non potè fare a meno di cogliere l’intensità e l’onestà della loro proposta. Il loro atteggiamento non era lontano da quello di gruppi che incidevano per la Dischord e la Touch&Go. Il problema principale risultava quello che non potevano occuparsi solo di musica, ma dovevano anche lavorare per potersi mantenere. Troppo piccolo il mercato italiano per essere remunerativo, e oggi, con i dischi che non si vendono, il problema diviene ancor più angosciante. Unico gruppo italiano a essere riuscito a lavorare con continuità con Steve Albini, forse per questo motivo maggiormente seguiti al di là dell’oceano.
Dopo un esordio di stampo noise, “Waters” del 1993”, la cifra stilistica dei nostri si è piano piano diretta verso sonorità più scarne ed essenziali. La stessa voce di Giovanna Cacciola, capace di districarsi tra più registri, ha finito con l’incastrarsi nell’intreccio strumentale.
Il nuovo album è nato circa un anno fa durante un paio di concerti organizzati per festeggiare il trentesimo anniversario di attività. Gli ingredienti di base son quelli di sempre: ritmiche nervose (“Blind”), vorticosi saliscendi umorali (“Speaker’s Corner”, “Nothing But The Stars”), improvvisi squarci elettrici a fendere armonie provvisorie (“Deep Blue Sea”), la voce di Giovanna che si fa ora “dolce” ora contundente (“Mistakes”). Il suono sembra più pulito, si potrebbe parlare di ruvidezza melodica, in realtà potremmo descriverlo come un “caos ordinato”.
Quando si parla di noise-rock gli Uzeda sono assolutamente imprescindibili, non solo all’interno dei nostri confini!!!


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