TREY GRUBER- “Herculean House Of Cards”Un cantautore torturato e palesemente tossicodipendente che avrebbe scosso la stantia indie di Chicago con il suo primordiale e disperato marchio di fabbrica, Trey Gruber – con la sua band Parent – ha veramente sfiorato la strada che portava alla notorietà .
Per lui si stavano aprendo apparizioni all’interno della nuova serie di Twin Peaks come partecipazioni ai tour di Mild High Club e Whitney. La sua morte nel 2017 all’età di 26 anni ha fermato tutto. Negli ultimi anni Trey scrisse e registrò centinaia di demo in precedenza inediti, questa compilation assemblata da familiari e amici vicini ne offre un sunto, narrando la breve epopea di un artista che avrebbe potuto ambire al trono di Elliott Smith.
Durante l’ascolto di queste registrazioni postume rilasciate da Numero, è impossibile non immaginare cosa avrebbe potuto essere. Le sue canzoni e testi sono ridicolmente maturi e ben fatti. L’ascolto porta alla memoria tracce di John Lennon, Dylan, Syd Barrett, Pete Ham & Outsider e cantautori come Martin Newell. Questo davvero, è veramente quello che viene frullato dalla sue composizioni.
Il nostro aveva una vitalità che si aggrappava ad ogni aspetto della sua musica. Scrisse canzoni sensibili e devastanti eseguite con la sua band Parent, un equipaggiamento completo e con un cast di musicisti in perenne divenire. Invece del garage rock “pizza, beer, and rock & roll” che è popolare nella comunità musicale di Chicago, Gruber gravitava verso canzoni più tranquille e introspettive.
Numero Group non sbaglia un colpo, è la migliore nello scovare artisti meritevoli che il destino, per un motivo o l’altro, aveva scaraventato nell’oblio!!!


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