TIM BURGESS- “I Love The New Sky”La carriera solista, per quanto di nicchia, ha saputo diventare importante per Tim Burgess, pur mantenendo l’impegno con il gruppo madre, che in Inghilterra è ancora considerato nel gotha del suono di Madchester (assieme ai Primal Scream e agli Happy Mondays). Non è l’unica passione di Tim, infatti coltiva pure quella della scrittura (ben tre sono le raccolte di memorie date alle stampe, molto ben scritte e con un positivo riscontro critico), è produttore e discografico (sua la O Genesis) e per finire si diletta nel comporre delle compilation molto ben fatte, a tema e che denotano la sua anima di archivista.

“I Love The New Sky” è il nuovo positivo e coloratissimo album di Burgess, frontman dei Charlatans, dj, attore e tante altre cose. Il disco, composto da 12 tracce tutte a firma autografa (che in passato, differentemente, ha spesso preferito lavorare a quattro mani alle canzoni) è stato concepito in solitaria nel mezzo di una sperduta campagna di Norfolk, senza distrazioni e con la sola chitarra acustica a dettare suggerimenti per le melodie e dunque da quelle sono nati i testi. È stato il contesto giusto, dice lui, per «just dreaming away with music», ovvero, farsi trasportare dalla musica e dai sogni.

Con le prime session a svolgersi agli Eve Studios di Stockport assieme all’ingegnere del suono Jim Spencer dietro al bancone e con la presenza, tra gli altri, anche di Nick Void (ai modulari),” I Love The New Sky” è stato prodotto e arrangiato da Daniel O’Sullivan dei mancuniani Grumbling Fur che da queste parti suona anche batteria e pianoforte. Si parla di sonorità chamber-pop in “Sweetheart Mercury”, di west coast e Sparks in “Comme D’Habitude”, di soft-rock in “Sweet old sorry me”, di tramonti californiani alla Beach Boys e un po’ alla Love di “Lucky creatures”, dei Velvet Underground (e chi sennò?) in “Warhol Me”, tutte sfaccettature di un lavoro che si piazza – leggiamo sempre nella nota – tra “RAM” di Paul McCartney e “Taking Tiger Mountain (By Strategy)” di Brian Eno. Pubblicato da Bella Union, l’album contiene brani perfettamente legati fra loro che parlano della quotidianità e dell’esperienza universale, di amore e rabbia, di perdita e possessione, e sono accomunati da arrangiamenti elaborati ma allo stesso tempo naturali e dalle incredibili abilità di Tim con le melodie.

Ad anticiparlo, “Empathy For The Devil”, lead single abbinato ad un videoclip scritto e diretto da HAMLET che racconta le tragicomiche gesta di un (povero) diavolo di provincia interpretato da Charlie Cattrall. Il pezzo, il cui titolo è un chiaro omaggio/risposta anche a livello d’arrangiamenti (sentite il giro alla pianola) a “Sympathy For The Devil” dei Rolling Stones, è un colorato uptempo in levare di marca sixties pop, macchiato di Laurel Canyon, pronto per la radiofonia e con quel tocco psych tipico del frontman dei Charlatans. Segue il pop sognante e démodé di “The Mall” con tanto di echi disco, accompagnamento d’archi, elettronica e un tocco di chitarra frippiana in stile “Heroes”. Sempre accompagnato da un videoclip diretto questa volta da Susan Lynch. La corale “Laurie” ci congeda con una frase che è la sintesi del messaggio dell’opera cioè che l’unica cosa importante e che ci sia ancora la possibilità di sognare e di esprimere gioia, pur nella vulnerabilità dell’esistenza!!!


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