THURSTON MOORE- “By The Fire” cover albumUscito a fine settembre sulla sua etichetta Daydream Library Series, “By The Fire” è il nuovo disco del Thruston Moore Group. Assieme all’ex-Sonic Youth troviamo nuovamente Deb Googe dei My Bloody Valentine al basso e alla voce, Jon Leidecker aka Wobbly dei Negativland all’elettronica e James Sedwardson alla chitarra; mentre alla batteria si alternano Steve Shelley e Jem Doulton. «In un 2020 in cui siamo chiamati a fare cambiamenti radicali, e alla presa di coscienza collettiva, Thurston Moore compone 9 canzoni che parlano di illuminazione a un mondo in fiamme», leggiamo nella nota allegata dalla label che cita anche “Music is the healing force of the universe” di Albert Ayler per parlare di composizioni-arcobaleno «dalla fiammante energia» in cui l’amore «diventa la nostra chiamata». Negli scorsi mesi Moore si è tenuto occupato pubblicando sul proprio profilo Bandcamp ufficiale diversi brani sperimentali, ultimo dei quali “Strawberry Moon”, lunga suite di sola chitarra. Il nuovo disco non conterrà i brani pubblicati recentemente.

I Sonic Youth sono stati un gran gruppo, bisogna però affermare che gli ultimi quattro o cinque album pubblicati non erano particolarmente riusciti, per cui il loro scioglimento non è stato affatto negativo, perché ciascun membro ha dato alle stampe ottime prove, sicuramente superiori a quelle collettive e ciascuno cercando percorsi che deviassero da quello della casa madre. Ricordiamoci del lavoro di Moore del 2011, “Demolished thoughts”, prodotto da Beck, con chitarre acustiche ed archi. Lo scorso anno fu il turno di Kim Gordon con l’inatteso e magnifico “No home record”, mentre all’inizio di quest’anno ci ha deliziato Lee Ranaldo in coppia con Raul Refree con l’eccellente “Names of north end women”. Ora non sappiamo come abbia preso Thurston queste due pubblicazioni, certo è che ha cercato di porsi allo stesso livello, colui che fu il leader dei SY.

Moore è anche quello dei tre che sta portando avanti un suono che ha evidenti punti di contatto con quello della vecchia band. Non una scopiazzatura è evidente, ma un massiccio utilizzo di sei corde elettriche nonché la presenza di Steve Shelley portano i nostri sensi in quella direzione. Il nuovo disco si riconnette con “R’n’R consciousness” e conferma la collaborazione con il poeta Radieux Radio. Sono compresi lunghi pezzi con ampie porzioni strumentali, molto cangianti, in special modo quando la durata si allunga particolarmente. L’esempio migliore è rappresentato da “Locomotives” che, grazie ai 17 minuti di musica, è il più lungo del lotto. Inizia con una sequenza ritmica tribale scandita dal tom della batteria sulla quale le chitarre oscillano come scariche elettriche. Poi tutto si riunisce in una sorta di drone mistico che lascia il passo alla parte cantata non appena sfuma per trasformarsi nella classica canzone. Si badi, queste sono le mie sensazioni, forse ad altra persona potrebbe suscitare diversi sentimenti. Questi continui cambiamenti si presentano, seppur in minor misura, anche nelle tracce più brevi. Spesso possiedono lunghi intro strumentali di chitarra come il singolo “Hashish” che sembra un pezzo inedito dei Sonic Youth. “Cantaloupe” ha un profilo classic rock sia nel riff che nell’acido assolo, “Calligraphy” è avvolta da un turbinio elettrico. “Dreamers work” la potremmo quasi classificare come una ballata che fa da contraltare ad un brano rumoroso e pulsante quale “They believe in love (when they took at you)”.

Una raccolta di oltre un’ora e venti di durata, ma non preoccupatevi non vi stancherà assolutamente grazie alla compattezza e alla visionarietà e ad uno spessore sonoro di assoluta spettacolarità!!!


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