THUNDERCAT- “It Is What It Is”“It Is What It Is” è l’album del prodigioso bassista Stephen Lee Bruner, in arte Thundercat, che segue a distanza di tre anni “Drunk”. Il disco – che ha a che fare con «l’amore, la morte e gli alti e bassi della vita che ne conseguono» – è prodotto da Flying Lotus e dallo stesso musicista, e vede i contributi di Ty Dolla $ign, Childish Gambino, Lil B, Kamasi Washington, BADBADNOTGOOD, Louis Cole e Zack Fox.

Il viaggio musicale di Thundercat è partito da una galassia fatta di jazz/soul/funk per approdare ad un universo costituito di un blend sonoro che è diventato marchio di fabbrica personale di Bruner per originalità e contemporaneità. La cifra stilistica del nostro passa per falsetti celesti, approccio afro-futurista e assoli stupefacenti. Stephen è sicuramente un personaggio bizzarro, virtuoso e versatile, capace, prima con il fratello e il gruppo crossover dei Suicidal Tendencies, poi con le sue collaborazioni con Erykah Badu, Kendrick Lamar, Flying Lotus e i suoi lavori solisti di farsi spazio e di lasciare il segno sulle produzioni black degli ultimi dieci anni.

Lo avevamo lasciato nel 2017 con “Drunk”, disco mirabile, estremamente eclettico e folle che lo aveva fatto conoscere a un pubblico più vasto, lo ritroviamo oggi con questo “It is what it is” decisamente più accessibile, coeso e maturo. Anche in questo caso è Flying Lotus a produrre per la sua etichetta Brianfeeder, ma la sua impronta qui è meno evidente per fare spazio al lato vulnerabile e oscuro di Bruner che si ritrova a riflettere sul dolore della morte, ispirato da una contemplazione intimista più profonda.

Il disco inizia con due tracce che ci fanno piombare nel pieno space jazz con la sua psichedelica voce in falsetto che fluttua tra cori angelici, i soliti vorticosi giri di basso in primo piano, synth e un intricato solo di sax di Kamasi Washington in sottofondo che riportano al suo monumentale “The Epic”. Qui però sono poche le canzoni che superano i tre minuti: ci sono episodi come “I love Louis Cole” con doppio tempo di batteria che ricordano gli esordi con i Suicidal Tendencies. Ad anticiparlo, due lussuose tracce dal gusto 70s a cavallo tra soul e funk, con l’aggiunta di un tocco d’elettronica tipico dell’etichetta per la quale il disco esce e di un pizzico di humor à la Bruner, che afferma: «se non puoi farcii una risata sopra allora non dovresti stare qui».

Ma il centro di “It is what it is” è rappresentato sicuramente da “Fair Chance” e dal brano conclusivo che dà il nome al disco: entrambi sono le tracce più introspettive dedicate alla scomparsa di Mac Miller che non solo aveva collaborato con Thundercat, ma con il quale era nata una solida amicizia. La prima, con la presenza di Ty Dolla $ign ad alzare il livello di eleganza con la voce, priva di autotune, che appare decisamente carica di sentimento. La title track, accompagnata dalla chitarra del talentuoso Pedro Martins, è una meravigliosa ballad eterea dedicata a Mac Miller con una seconda parte di prog jazz che piacerà non poco ai fans dei Weather Report.

Disco che può essere apprezzato da una ampia varietà di ascoltatori, da coloro che amano la moderna black music fino a quelli che si professano jazzofili aperti grazie alla qualità delle composizioni e dei musicisti coinvolti, ma anche per l’umanità che traspare dietro la tecnica sopraffina!!!


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