THE BUG – ‘Fire’ cover albumIl 27 agosto 2021 è uscito il nuovo album di Kevin Martin con il suo moniker più celebre, The Bug. Si intitola “Fire” ed esce su Ninja Tune, segnando il ritorno di Martin sulla storica etichetta londinese dai tempi della comparsata sul lavoro collaborativo “Concrete Desert” e – soprattutto – la terza parte di una trilogia iniziata con “London Zoo” (2018) e proseguita con “Angels & Devils” (2014), peraltro ultimo disco a vedere la luce a nome The Bug.

Kevin Martin non fa il tipo di musica che ascoltereste in sottofondo mentre mangiate in uno dei tre milioni di ristoranti Wetherspoons di Tim Martin. The Bug è sempre stato un tipo di impresa audace e sfacciata e “Fire” non fa certo eccezione. Disegnando nel suo A-Team di MCs, Kevin ha realizzato un LP di ritmi pesanti per il vostro cuore, mente e corpo. Attraverso una stretta e significativa collaborazione, il nostro ha prodotto un suono che canalizza dancehall, reggae, grime, hip-hop, dub, noise e poesia. Tutto si riunisce in un gigantesco e altamente ballabile carnevale di suoni. Ogni centimetro del disco è spinto con decisione e con aria di sfida verso il rosso per creare l’esperienza più travolgente possibile. È una corsa infernale. La rabbia è sempre stata un tema nel lavoro di The Bug e “Fire” sarà senza dubbio il disco più al vetriolo che ascolterete in tutto l’anno. Sebbene la musica di Martin non abbia nulla in comune con il thrash a tre accordi del punk, ne condivide lo spirito inconfondibile. Quando si tratta di The Bug, la rabbia è sicuramente un’energia. Un disco come questo è, forse, l’unica risposta sana a un mondo che sembra disfarsi ad ogni svolta.

La platea dei collaboratori è impressionante: una famiglia di eccentrici MC, poeti e visionari. È solo qui che troverai il cantante ragga giamaicano Daddy Freddy sulla stessa lastra di cera sismica dello sperimentatore di Filadelfia Camae Ayewa, alias Moor Mother. Quest’ultimo cattura gran parte dello spirito del disco con il superbo “Vexed”, un groove minaccioso, completamente feroce che trova Ayewa che si aggira nel polveroso paesaggio distopico mentre sputa e ringhia attraverso il rumore. È una traccia su cui continuo a tornare, ma “Fire” è un album che non sbaglia. Kevin Martin ha creato LP di sonic Armageddon sin dai suoi giorni con GOD alla fine degli anni ottanta e quel fuoco, se potete scusare il gioco di parole, sta ancora bruciando forte.

Marc Veira, alias Flowdan, fornisce tre contributi sbalorditivi, i suoi testi e il suo stile formidabili come ci si aspetta. “Bomb” incanala l’energia al limite del caos che attraversa l’LP, mentre le sue rime evocano immagini di terre dilaniate dalla guerra e rifugiati in fuga. Con i recenti eventi in Afghanistan, non potrebbe essere più rilevante. “Pressure” trova il panorama sonoro elettronico di Kevin incombente come una minaccia delle dimensioni di Godzilla, mentre “Hammer” è ridicolmente e inesorabilmente intenso.

“Fire” è il tipo di album in cui hai una traccia preferita diversa ogni volta che ascolti, dal calore malvagio della consegna di Irah sul sinistro electro-dub di “Demon” al commento sociale bruciante su “High Rise”, per gentile concessione di Manga Saint Hilare. La qualità, va detto, è assolutamente implacabile!!!