THE BODY: “I’ve Seen All I Need To See” cover album“I’ve Seen All I Need to See è il nuovo monolite sonoro dei Body, uscito il 29 gennaio 2021 via Thrill Jockey. La band e l’ingegnere del suono Seth Manchester del ‘Machines With Magnets’ studio hanno spinto al massimo i limiti della registrazione esplorando gli estremi e la microtonalità della distorsione, per ottenere il massimo impatto. Masterizzato nel Regno Unito da Matt Colton (Aphex Twin, New Order, Sunn O))), Sumac), il disco si compone di estatici paesaggi sonori massimalisti, che per definizione e cacofonia superano qualsiasi cosa mai fatta dal gruppo prima d’ora. L’album è anticipato dal singolo “A Lament”, un potentissimo sludge industriale per urla lancinanti, che sarebbe un eufemismo definire con il termine corrosivo.

Non è semplice inquadrare musicalmente il duo composto da Lee Buford e Chip King, perché sfuggenti e non assoggettabili ad un genere ben definito, sicuramente contorti e, in alcuni casi, al limite dell’ascoltabilità. Hanno però creato uno stile tutto loro e ne troviamo traccia in qualsiasi collaborazione i due abbiano svolto con altri musicisti.

Nel corso di due decenni The Body, Buford e King, hanno costantemente sfidato i presupposti e la categorizzazione, ridefinendo cosa significa essere una band pesante. In “I’ve Seen All I Need To See”, testano i confini dello studio per esplorare gli estremi e la microtonalità della distorsione per trovarne il suo massimo impatto. Il loro più incisivamente cupo, un imponente monolite di rumore, album fino ad oggi, la batteria in forte espansione e risoluta di Buford abbinata alla chitarra e all’ululato di King.

Lo studio di registrazione rimane indelebile nel processo creativo di The Body. Insieme all’ingegnere Seth Manchester, catturano la complessità del suono distorto con dettagli sorprendenti. La chiarezza e la cacofonia superano qualsiasi cosa abbiano creato prima, trasformando paesaggi sonori desolati e infestanti in un esilarante universo sonoro. Buford spesso definisce le basi per le canzoni dalla batteria in su, rispecchiando la produzione hip hop. In tutto, il gruppo emette un rumore opprimente con potente lucidità, replicando il suono travolgente delle loro esibizioni dal vivo in dettagli rivelatori.

Il compositore Roger Johnson ha detto ‘Il rumore è potere, ma è generalmente rappresentato come negativo, caotico, pericoloso, violento, quando proviene … da chi è emarginato dal potere. Il rumore è anche un’espressione di libertà, una liberazione del suono’.

I Body sono dei liberatori del suono in grado di estrarre ed estrarre dettagli notevoli dalle sorgenti sonore più manipolate e distorte.

In quest’occasione i due sono praticamente soli, i collaboratori Chrissy Wolpert (piano) e Ben Eberle (voce) sono della partita raramente, per cui il lavoro risulta meno vario. L’ululato growl di King e le ossessive trame di percussioni e campionamenti rende la melodia un qualcosa di totalmente assente.

Risulta evidente che il disco è rivolto a coloro che siano ben disposti verso droni, chitarre che sembrano lame affilate, urla terrorizzanti, insomma che possano apprezzare il caos e il pericolo!!!