“Ellipses dans l’harmonie – Lumi nel buio” è il nuovo lavoro di TEHO TEARDO, in uscita su Specula Records. Questo nuovo lavoro è interamente ispirato alla musica contenuta nelle pagine di uno dei testi iconici del ‘700, “l’Encyclopédie” di Diderot e D’Alembert, la cui copia originale è custodita nell’archivio della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, che ha prodotto e commissionato l’album.
È la prima volta che la Fondazione produce un’opera musicale. In “Ellipses dans l’harmonie” non c’è solo un omaggio all’”Encyclopédie”, ma anche una connessione politica con lo spirito dell’Illuminismo che ha guidato la genesi dell’opera e l’attuale necessità di luce davanti ai nuovi oscurantismi. Alle origini dell’impresa culturale del testo vi sono tre radici: la memoria, la ragione e l’immaginazione.
Sono tre dimensioni che richiamano l’attenzione su altrettante necessità che ci interrogano ancora oggi: conoscere il passato per capire le origini dei problemi con cui oggi ci confrontiamo; esercitare la critica razionale per orientarci nella realtà senza rifugiarsi nello smarrimento di fronte alle sfide complesse che ci pone.
In una stagione di violenza esposta senza ritegno, di disprezzo verso l’altro, del pericoloso riaffacciarsi di idee oscurantiste e antiliberali, Teho Teardo prende in mano gli spartiti contenuti nelle antiche tavole musicali dell’Encyclopedie e li trasporta verso un futuro rappresentato dal nostro presente. Un’operazione significativa, carica di intenso fascino, che stupisce e crea estrema aspettativa nei confronti di un lavoro che senz’altro saprà sorprenderci.
Attualmente Teho Teardo è nuovamente impegnato al fianco di Enda Walsh nella scrittura delle musiche per Medicine, il nuovo spettacolo del drammaturgo irlandese (già noto per aver scritto “Lazarus” con David Bowie ma anche il film “Hunger” di Steve Mc Queen), e sta scrivendo le musiche per un film della regista Ildikó Enyedi, Orso d’Oro a Berlino 2017.
Quello che stupisce del nostro è che ha cercato di studiare i manuali cartacei vecchi di 300 anni, ha dato origine a nuove composizioni musicale seguendo regole ben precise. Un po’ come seguire antiche mappe per andare alla ricerca di luoghi sconosciuti e misteriosi. Si è servito di una sezione d’archi composta da circa dieci elementi (tra cui Erik Friedlandar) e qualche altro collaboratore. Quello che risulta è un forte contrasto sonoro come accade in “Cadence feminine” in cui il crescendo melodico viene a contatto con momenti di violenza elettronica accentuate da urla strazianti. Momenti di pathos cinematico vengono in contrasto con synth stridenti e ritmiche contemporanee, situazioni oniriche quasi ambient sono alternate a tensioni atmosferiali come succede in “Systehme de Mr. Kirnberger” grazie all’uso di un clavicembalo.
La conclusione è affidata alla title track che vede protagonista un’ondata di archi imponente che contrasta e si eleva sulla cupa quotidianità che siamo costretti a vivere.
A volte basta un’intuizione per fare in modo di uscire dalle secche di oscurantismo che ci avvolgono quotidianamente!!!


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