SIGUR ROS: “Odin’s Raven Magic” cover albumIn data 4 dicembre 2020, i Sigur Rós sono tornati alle pubblicazioni con l’album dal vivo “Odin’s Raven Magic”, a lungo atteso, sull’etichetta Krunk di loro proprietà con distribuzione Warner Classics. Trattasi di un album corale e orchestrale di otto brani, realizzato in collaborazione con Schola Cantorum Reykjavik e L’Orchestre des Laureats du Conservatoire national de Paris, preceduto dall’uscita dell’estratto “Dvergmál”. “Odin’s Raven Magic” è stato commissionato dal Reykjavik Arts Festival nel 2002 ed eseguito soltanto poche volte quello stesso anno. L’album è tratto da una registrazione live di un concerto a La Grande Halle de la Villette di Parigi.

Gli arrangiamenti sono stati curati in larga parte dall’ex componente della band Kjartan Sveinsson e da Maria Huld Markan Sigfúsdóttir delle conterranee Amiina. Tra gli altri collaboratori, la leggenda della musica islandese Hilmar Örn Hilmarsson, curiosamente anche autorità religiosa nel rito nordico pagano Ásatrúarfélagið, e il pescatore nonché storico cantore della tradizionale narrativa epica locale Steindór Andersen. Si segnala poi il peculiare impiego di una marimba in pietra a cinque ottave realizzata appositamente dallo scultore e artista Páll Guðmundsson.

Nella loro musica ci sono sempre stati elementi classici di spicco che caratterizzavano il loro lavoro, ma è stato più in termini di struttura della canzone che in strumentazione o esecuzione. Questa è un’opera orchestrale in piena regola, tuttavia, basata su una poesia islandese del XIV secolo.

Molti dei momenti migliori sono incentrati su una marimba di pietra costruita su misura, in particolare su “Hvert Stefnir” e il potente “Stendur Æva”, quest’ultimo culminante nel falsetto ultraterreno di Jónsi, che contrasta magnificamente con i toni più terrestri del famoso cantante islandese Steindór Andersen. Il movimento finale, “Dagrenning”, è ancora più impressionante, con Andersen affiancato dalle voci ammassate della Schola Cantorum di Reykjavik in un climax divorante degno dei loro coetanei post-rock Godspeed You! Black Emperor al loro suono più apocalittico.

I brani in scaletta sono otto, dal “Prologus” in pompa magna del tutto strumentale al crescendo da kolossal di “Alföður orkar”, mentre nel singolo “Dvergmál” alla voce salmodiante di Andersen si aggiunge finalmente quella di Jónsi sulle ali di archi drammatici. Non mancano momenti di natura più sintetica ben congegnata (si senta quella “Stendur æva” che evolve via via in direzione “()”).

“Odin’s Raven Magic” è un’esperienza a parte, straniante e sacrale come poteva esserlo, inevitabilmente su altri e più alti livelli compositivi, la rivisitazione della góreckiana “Symphony No. 3 (Symphony Of Sorrowful Songs)” a opera di Beth Gibbons e della Polish National Radio Symphony Orchestra. Lavoro non imprescindibile, ma comunque dotato di fascino e che ci permette di collocare i Sigur Rós nel mito e noi appassionati come parte di una tale storia fantastica!!!