SHAKTI WITH JOHN McLAUGHLIN: “Natural Elements” cover albumRegistrato nel luglio del 1977 agli Aquarius Studios di Ginevra, Svizzera, da Jean Ristori e prodotto da John McLaughlin. Nel mondo occidentale il termine ‘shakti’ indica l’intelligenza creativa, la bellezza e la forza.

Il genio della chitarra McLaughlin, che aveva collaborato con l’inimitabile Mahavishnu Orchestra per raccontare la sua conversione all’induismo, in “Natural Elements” ha creato qualcosa di altrettanto speciale.

Nonostante il frenetico pellegrinaggio di massa verso l’estremo oriente tipico degli anni ’70, Shakti era un ensemble piuttosto inusuale in quanto composto di soli musicisti indiani. Come suggerisce il titolo del terzo ed ultimo album della formazione, “Natural Elements”, tutti i partecipanti hanno lavorato al progetto con corpo e anima, evitando intenzionalmente l’utilizzo di qualsivoglia equipaggiamento elettronico, così in voga in quegli anni. La pura energia naturale che si sprigiona dal flusso delle melodie e dei ritmi, di ispirazione sia orientale che occidentale, infuoca tutti i musicisti.

In questo lavoro le note di un violino che potrebbero essere udite su un verde prato irlandese, si uniscono ai ritmi di una tabla e la vivacità mariachi sembra avviluppata nell’atmosfera meditativa di un tempio. I brevi, leggeri e gioiosi brani di “Natural Elements” sono una bella finestra spalancata sul suggestivo mondo di Shakti. Queste sonorità naturali, lontane da spazio e tempo, sono molto godibili anche oggi tanto che il concerto “Remember Shakti” in cui John McLaughlin e Zakir Hussain hanno celebrato i quarant’anni della loro unione spirituale ed artistica, ha registrato una grandissima affluenza.

“Natural Elements” è l’ultimo capolavoro di Shakti. John Mc Laughlin mostra ancora una volta la sua determinazione a portare la chitarra jazz rock in nuovi territori. L’ensemble Shakti è composto solo da musicisti indiani (tabla, violinisti). Il chitarrista inglese è accompagnato da L. Shankar per la scrittura di tutte le composizioni. Il progetto è interamente acustico, dominato dallo stile chitarristico di John, veloce, tecnico e di grande talento, spesso in trio con parti di violino orientale e sezioni di tabla ripetitive e fantastiche.

La prima traccia del lato uno, “Mind Ecology”, è un’incredibile, furiosa composizione ritmica, un ‘viaggio’ orientale con effetti di ‘trance’. “Face to face” è un duetto perfetto che mescola diversi contrasti di violino / chitarra. Una brillante improvvisazione tecnica. Una combinazione di jazz moderno ‘orientale’ con parti di tabla possedute. Composto da Shankar “Come on Baby Dance with Me” è un’altra improvvisazione con elementi raga colorati.

“The daffodil & the eagle” è una ballata entusiasta con accenti folk e incantevoli passaggi di violino. Il secondo lato è meno impressionante (tecnicamente parlando, ma a noi che non siamo musicisti interessa poco) con pezzi grandi e tranquilli, con gli esotici ritmi di chitarra e le voci (“Happiness is Being Together”). “Piece of Mind” è una pacifica ballata jazz con parti staccate di chitarra / violino. Abbastanza bello!

Uno sforzo originale che non può che arricchire la collezione di qualunque appassionato di musica in senso lato!!!