SANTANA- “Amigos” cover albumLa fusion che aveva invaso la musica di Santana dei dischi precedenti, dal 1973 al 1976, era sparita e il nuovo album della band californiana, “Amigos”, aveva prospettive maggiori e più accessibili rispetto ai lavori precedenti come “Borboletta”. La raccolta è un mix di Latin Rock e Soul che poco ricorda lo stile “woodstockiano” che voleva trasmettere il chitarrista chicano, ma che trasmette invece una voglia pazzesca di rinnovarsi e farsi apprezzare dal pubblico che lo ricorda soltanto per “Abraxas” o “Santana3”. L’album presenta sette nuove canzoni per un totale di quasi 42 minuti.

Registrato nel 1976 presso i Wally Heider Recording Studios, San Francisco, da Fred Catero e David Rubinson. Prodotto da David Rubinson & Friends, Inc., la musica di Santana è come il gioco Shangai: un fitto groviglio di pezzi di vari stili difficile da gestire, anche per i musicisti più esperti. Nel suo settimo disco, “Amigos” il guru della chitarra è affiancato da un gruppo di eccellenti musicisti appena reclutati e dal geniale produttore David Rubinson. Quest’ultimo osserva attentamente lo sviluppo del progetto che, per l’abbondanza delle parti vocali, la ricchezza variegata dei ritmi e gli assolo di Carlos alla chitarra, ricorda i primi lavori del poliedrico artista.

Il brano d’apertura è “Dance Sister Dance (Baila Mi Hermana)”: una scarica di adrenalina in cui le percussioni di Armando Peraza e Leon “Ndugu” Chancler accompagnano l’angelica voce di Greg Walker e gli assoli virtuosi della chitarra di Carlos Santana e di Tom Coster alle tastiere. Il secondo brano intitolato “Take Me With You” è strumentale e presenta un breve assolo dell’organo, sempre di Coster e uno lungo di Santana che dura per tutto il pezzo. La canzone è divisa in due parti: la prima è rabbiosa con assoli infuocati della chitarra e la seconda è molto calma e melodica. La terza canzone è “Let Me”: una canzone molto ritmata, che lascia più spazio alla voce di Greg Walker e al coro femminile formato da Ivory Stone, Julian Tillman Waters e Maxine Willard Waters, accompagnato dal fantastico basso di David Brown. Il sesto brano (il più famoso) è il magnifico “Europa (Earth’s Cry Heaven’s Smile)”, brano che riporta ai tempi di “Samba Pa Ti”. Questo magnifico pezzo è uno dei più famosi del panorama musicale degli anni settanta e della storia del Rock e rappresenta una delle ultime canzoni di Santana prima che cadesse sotto il controllo della maledetta commercialità. L’ultimo brano, “Let It Shine” (lascia che splenda), dà molto spazio al coro femminile che ripete più volte il ritornello.

In conclusione un lavoro divertente che lanciò Santana nel mondo mainstream, ma che causò anche la sua discesa nelle grinfie della bieca commercialità. Ho voluto riascoltarlo in questa edizione vinilitica della Speakers Corner solo per apprezzare la qualità sonora non per rivalutarne quella artistica, che continuo a considerare, oggi come allora, solo sufficiente!!!


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