SAM AMIDON: “Sam Amidon” cover albumL’omonimo album di Sam Amidon è uscito il 23 di ottobre ancora per Nonesuch Records, con l’edizione in vinile che verrà posticipata il 22 gennaio 2021. Il disco, che Amidon considera la realizzazione più piena, ad oggi, della sua visione artistica, comprende le rielaborazioni radicali di nove canzoni popolari per lo più tradizionali, eseguite con la sua banda di amici e collaboratori di lunga data.

Sam ha prodotto il disco, applicando l’universo sonoro del suo “The Following Mountain” del 2017 a questi amati brani, molti dei quali ha conosciuto per la prima volta da bambino. “Pretty Polly”, ad esempio, è stata una delle prime melodie tradizionali che ha imparato a suonare, e “Time Has Made a Change” è una canzone che i suoi genitori, i cantanti che si ritrovarono sull’album del 1977, “Rivers of Delight” con il Word of Mouth Chorus, sempre uscito per Nonesuch: erano soliti cantarla quando si trovavano in casa con il giovane Sam.

Amidon e la sua consueta band, che gira intorno al polistrumentista Shahzad Ismaily e al batterista Chris Vatalaro, sono stati raggiunti in studio dal chitarrista belga Bert Cools (che ha suonato nel suo ultimo EP), così come dalla moglie del nostro, Beth Orton, che aggiunge la voce a tre canzoni. Anche il bassista acustico Ruth Goller e il sassofonista e compagno di etichetta Sam Gendel suonano nell’album, che è stato mixato da Leo Abrahams. “Sam Amidon” è stato per lo più registrato dal vivo in studio, il cantautore del Vermont ha arrangiato le canzoni, che sono melodie tradizionali, ad eccezione di “Light Rain Blues” di Taj Mahal, “Time Has Made a Change” di Harkins Frye e “Hallelujah”, che è una melodia a forma di nota di William Walker del 1835, che utilizza parole precedenti di Charles Wesley, inserita nella raccolta “Sacred Harp” dei primi inni popolari americani.

Questo lavoro è la quinta registrazione del cantautore su Nonesuch e segue l’EP del 2019 “Fatal Flower Garden (A Tribute to Harry Smith)”. Altre registrazioni includono il suo album del 2017 “The Following Mountain” e “Kronos Quartet ‘s Folk Songs” dello stesso anno, in cui si ritrovò insieme a Rhiannon Giddens, Natalie Merchant e Olivia Chaney; “Lily-O” nel 2014; e il suo debutto su etichetta, “Bright Sunny South”, nel 2013.

Oggigiorno è difficile trovare un musicista che, sebbene il suo sguardo sia sempre rivolto al passato, continui a muoversi in avanti, come pochi seppero fare in passato (mi vengono in mente solamente John Martyn e Tim Buckley). Sam plasma la materia musicale con metodi che ricordano quelli di un alchimista e, benché lo stile sia vecchio di due secoli, la sua resa sembra un qualcosa di unico e mai ascoltato. Questo perché il nostro è capace di arrangiamenti straordinari e si dimostra creatore di atmosfere capaci di dare vita a scenari alieni. La sua abilità risiede nel miscelare un sentire folk con sensazioni impro-jazz. Il metodo di lavoro è quello di suonare live in studio, una metodologia che crea quella magia di cui sono ammantate le canzoni, che risultano, alle nostre orecchie, molto diverse da come i genitori del folksinger devono avergliele insegnate.

Il risultato finale è la constatazione di come composizioni così arcaiche suonino tanto moderne e contemporanee. Sam Amidon è, senza ombra di dubbio, uno dei più geniali cantautori che ci sia dato ascoltare di questi tempi, un must!!!