RUSTIN MAN “Clockdust”Nuovo lavoro di Rustin Man aka Paul Webb! Paul è stato il bassista dei Talk Talk e degli O. Rang, produttore e autore di un album solista premiato dalla critica internazionale e di un disco assieme a Beth Gibbons dei Portishead, intitolato “Out of Season”.
Il nuovo “Clockdust” è nato in contemporanea al precedente “Drift Code”, che ha avuto una gestazione lunghissima. «Nella fase iniziale mi resi conto che avevo abbastanza materiale per due album», spiega Webb. «I primi brani che scrissi avevano un base di chitarra elettrica con lunghi arrangiamenti stratificati che creavano qualcosa di denso dal punto di vista sonoro. Questi divennero parte di “Drift Code”. In risposta, scrissi un gruppo di pezzi dalla struttura più concisa ma con maggiore senso di spazio. Questi costituiscono “Clockdust”».
«Durante il periodo di mixaggio e pubblicazione del primo dei due», continua, «feci lo sforzo consapevole di non ascoltare “Clockdust”. Divenne una sorta di gemello, perduto da tempo e dimenticato da tutti. C’era un’atmosfera più saggia e più cinematografica ma in modo romantico. “ClockDust” è caratterizzato dalla presenza di strumenti inconsueti come euphonium o etnici come kokoriko e l’okónkolo».
Il disco attinge a un’armeria di strumenti, alcuni, come l’euphonium, sconosciuti in tali contesti, e altri – il kokoriko, l’okonkolo – con nomi ancora più sconosciuti. Ogni traccia, inoltre, indica la passione di Webb per il percorso meno diretto, i suoi colpi di scena sonori, in un primo momento, appaiono stridenti ma presto diventano intuitivi.
Che siano impreziositi da una voce che ha apparentemente sopportato molte vite sottolinea la loro natura misteriosa. Che molte canzoni siano ispirate da vecchi film migliora la loro atmosfera senza età ancora di più.
Il singolo “Jackie’s Room” parla di una relazione disfunzionale, ma romantica in cui la protagonista crede, fintanto che lo desidera, di non invecchiare mai. “Penso all’album come a una raccolta di storie, di persone che hanno raggiunto la loro situazione attuale attraverso molti anni di esperienze”, dice Webb.
Si tratta di un’opera dall’andamento intimo e cantautorale, sembra quasi un blend tra i profumi canterburiani di un Robert Wyatt e le visioni lisergiche di Syd Barrett, che da luogo a sensazioni fragili e sinistre. Ci sono alcuni momenti dalle marcate sfumature barocche, “Carousel days”, che impreziosiscono una ballata dai contorni tipicamente prog, mentre “Gold & tinsel” si caratterizza per il suo riverbero per un brano di temporaneo pop psichedelico. Gli arrangiamenti risultano sempre complessi e stratificati visto che si vengono a sovrapporre accordi folk, melodie pop, fiati jazzati, retaggi progressive ed elementi di musica classica.
Idiosincratico e silenziosamente ossessionante, “Clockdust” è visto nella nostalgia color seppia. L’album sfuma i confini tra passato e presente. Webb insiste sul fatto che preferisce vivere nel qui e ora, ma guardando indietro ha trovato un modo magico e ipnotizzante in cui forgiare un percorso in avanti: per lui, per la sua musica e per il suo pubblico. Disco che negli anni si trasformerà in un oggetto di culto!!!


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