ROMARE- “Home” cover album“Home” è il terzo album di Romare, uscito a luglio su Ninja Tune, a quattro anni di distanza dal precedente “Love Songs: Part Two e seguito di “Gone / Danger” 12″, pubblicato di recente, il suo disco da ballo più diretto fino ad oggi, che Resident Advisor ha descritto come ‘Un avvincente otto minuti di musica house cinematografica’.

Il disco coincide con importanti novità nella vita di Archie Fairhurst, vero nome del producer inglese, che si è trasferito in pianta stabile nella campagna londinese e ha messo su famiglia. Il nuovo lavoro è centrato sui concetti di spiritualità, identità e appartenenza, con l’artista che cerca nella sua musica il punto perfetto tra gioia e tristezza, prendendo spunto tanto dal gospel americano, quanto dal folk tradizionale irlandese, la classica e le composizioni di Thomas Tallis e Vaughan Williams.

La musica di Romare si è sempre trovata comodamente sia nel mondo della pista da ballo che in un ambiente più rilassato, “Home” non fa eccezione. Con momenti euforici ed edificanti in “Sunshine” e “Heaven” fino a quelli più meditativi e malinconici in “Deliverance”. ‘Per me, il punto dolce della musica è quando felice e triste si uniscono’ commenta Fairhurst, ‘quando si incontrano nel mezzo, è quello che cerco di creare’.

L’uscita di “Home” arriva dopo una vita trascorsa in trasferta, Archie ha trascorso la sua infanzia viaggiando costantemente con la sua famiglia mentre i suoi genitori si spostavano in giro per il mondo per lavoro, prima di stabilirsi finalmente nel Regno Unito. Questo stile di vita nomade sarebbe continuato con la sua fiorente carriera di musicista portandolo fuori durante i Tour mondiali (suonando oltre 150 spettacoli solo negli ultimi 2 anni). Il che ci porta a questo lavoro, il nuovo album segna un nuovo capitolo nella vita di Fairhust.

Tutto questo non lo ha portato a perdere in raffinatezza, né ha disimparato a cesellare campioni posti l’uno sopra l’altro. Forse sono maggiormente orientati verso una rappresentazione sul palco. Accade in “Gone”, un 4/4 house che si pone a metà strada tra vortici di 303 e campioni vocali black, nella memorabile electro-funk di “Dreams” oppure nel passo alla Four-Tet di “You see”. Non mancano quei momenti più riflessivi quali “Deliverance”, soul in battuta lenta, ma dai toni dissonanti, “High” venata da una certa malinconia venata di asprezza.

Cosa mi rimane da aggiungere se non che la raccolta è sicuramente una bella prova consigliata a tutti coloro che si ritengono amanti della musica, qualunque essa sia!!!


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