ROISIN MURPHY- “Roisin Machine” cover albumCon questo quinto album, il primo dopo dieci anni, Róisín Murphy ci invita in un viaggio attraverso un universo utopico dove piacere e fantasia vanno di pari passo. Murphy, che è diventata famosa per la prima volta negli anni ’90 come parte del duo trip-hop Moloko, apre il disco con “Simulation”. Senza fretta, il ritmo groove da discoteca viene gradualmente costruito in otto minuti per un risultato che permette di mischiare i Daft Punk con Donna Summer. Come in gran parte del lavoro dell’artista, c’è un senso dell’umorismo, melodramma e autoironia in ciò che dice, ma suona sempre vero.

Il disco cattura la cantante nel suo momento più trionfante, finalmente a suo agio nel proprio ruolo di icona del pop alternativo: c’è qualcosa di casuale e più sicuro in questa Roisin Murphy. Anche il lancio dell’album non è stato disturbato: i suoi singoli sono usciti lentamente durante lo scorso anno, facendo colpo anche prima della promessa di un nuovo lavoro per sostenerlo. (L’apertura, “Simulation”, è stata effettivamente pubblicata nel 2012.) È come se stesse completando questo LP alle sue condizioni da un decennio, armeggiando e costruendoci sopra finché non è giunta ad ottenere che tutto fosse esattamente a posto.

Se l’opening track è il punto di partenza, allora “Roisin machine” precede i suoi due album post-interruzione: dischi strani, irregolari e spesso brillanti che ha realizzato dopo un anno sabbatico trascorso con suo figlio e sua madre nell’Irlanda rurale. Dove quegli album nascondevano bagliori di lucentezza a specchio in una scrittura intricata, questo è pura discoteca pulsante.

In questa occasione, Murphy è supportata da DJ Parrot, AKA Crooked Man, la cui storia risale ai tempi del ‘bleep di Sheffield’ che ha dato vita alla Warp Records. La sua esperienza conferisce all’album un mix sbalorditivo, con alti acuti e profondi pozzi di sub-bassi. Parrot e Roisin hanno a che fare con la tavolozza appuntita del post-disco, ma il modo in cui usa ritmi dance è stimolante, anche per trasmettere sentimenti profondamente personali, a volte ridicoli, è puro glamour anni ’70. “Incapable” è una canzone pesante sull’incapacità di amare. La voce di Murphy è uno strumento complesso e lei l’ha perfezionata nel corso degli anni, popolando ogni angolo del suo registro fumoso. Può gocciolare con ironia, come nell’intelligente “Shellfish Mademoiselle”, dove biasima un ex partner per la propria volubilità. Ma il miglior esempio è “Murphy’s Law”, un inno sprezzante e schivo che potrebbe diventare la sua canzone caratteristica. Questa traccia mescola l’intricato modo di scrivere del suo passato con un impulso liberatorio della pista da ballo in un modo che sembra vitale e unico. Pezzo disco con linee di basso e chitarrine funky nella migliore tradizione Rodgers e Edwards.

Se il 2020 è l’anno del ritorno al passato della musica disco, pensate al Dua Lipa, Lady Gaga, Kylie Minogue, allora nessuno lo fa con tale sofisticazione come lei!!!