RIVAL CONSOLES – ‘Overflow’ cover album“Overflow”, il settimo album in studio di Rival Consoles, è un disco grande e ambizioso. I suoi suoni sono grandiosi in un modo normalmente associato alle colonne sonore, le sue strutture non temono di estendersi oltre i 10 minuti e l’uso delle dinamiche del lavoro è magistrale e sfumato. Il concetto è di natura tecnologica, con titoli di brani come “Pulses Of Information” e “Scanning” e il chiacchiericcio della Silicon Valley che attraversa “The Cloud Oracle” che funge da velato commento sul nostro mondo digitale sempre più mediato.

È il settimo rilascio di Ryan Lee West nei panni di Rival Consoles ed è stato composto per una performance di danza contemporanea creata da Alexander Whitley. Sia la coreografia che l’album tentano di esplorare il modo in cui i dati, in particolare i nostri dati generati sui social media, vengono utilizzati da inserzionisti, politici e altri attori nefasti per dividerci e controllarci.

La traccia di apertura, “Monster” è opportunamente minacciosa, con un impulso di synth svenuto e ondeggiante che accompagna scoppi sporadici e una melodia minacciosa pizzicata. L’uso di ritmi incrociati è intrigante in senso minimalista, e mentre i rilievi dell’eco rotolano attorno all’arrangiamento, questa traccia è di buon auspicio per il resto dell’LP.

“Pulses Of Information” è un altro punto culminante più in basso nella tracklist, con rapide note martellanti e alcuni ingegnosi filtri: dossi smorzati che aumentano di intensità, ottenendo denti affilati di rumore bianco che si allontanano nello stesso modo in cui sono entrati.

“Tension In The Cloud” offre una sensazione ambientale inquietante, poiché i toni bassi nodosi completano un effetto glitch che ricorda il suono della campana invertito.

“Noise Call And Response II” ha un grande impatto con percussioni incisive e sincopate e bassi rimbombanti, ma surclassa il suo predecessore a tal punto che “Noise Call And Response I” avrebbe dovuto essere tagliato del tutto.

“Flow State” porta una sorta di struttura a sandwich durante la sua lunga durata, con accordi scintillanti e panning che segnano i bassi profondi – e questo è l’occasionale wub in stile dubstep nel mix.

Nel frattempo “Touches Everything” è la traccia più groovy del disco, una martellante sezione ritmica mid-tempo sotto striduli strati di synth. Quando le note traballanti di “Making Sense Of It All” si dissolvono nel riverbero, è chiaro che “Overflow”, pur non giustificando del tutto la sua durata, è un lavoro serio di un produttore intrigante!!!